25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Settembre 2021 alle 09:52:00

Cronaca

​Il Ministro del Turismo “boccia” Taranto​

Centinaio: lì non andrei in vacanza. Le risorse? Meglio altrove


«Io lì (a Taranto, ndr)
non andrei a passare le mie vacanze».
Parole pesanti, quelle che il ministro
per l’Agricoltura a cui sono
state attribuite anche le deleghe al
Turismo, il leghista Gian Marco
Centinaio, ha usato in una intervista
a La Stampa ripresa anche dall’edizione
online de La Repubblica Bari.

«L’Ilva deve continuare a essere un
sito produttivo. Io non andrei a passare
le mie vacanze lì a meno che
non farne una grande Eurodisney,
ma servirebbero una quantità di
fondi privati. In Italia ci sono decine di località da valorizzare e io
vorrei concentrare lì le risorse per la
valorizzazione» le frasi su Taranto
attribuite al ministro leghista.

«Le
parole sono importanti, tanto più
quando escono dalla bocca di un
rappresentante istituzionale del suo
livello» replica il consigliere comunale
provinciale Piero Bitetti che si
rivolge proprio a Centinaio: «Lei ha
detto che a Taranto non ci verrebbe
in vacanza e che ci sarebbero ben
altre località da valorizzare sotto il
profilo turistico. Lei signor Ministro
non è aggiornato e questo è grave
per un esponente di governo. Lei
non sa che la Puglia e Taranto sono
già, e da molto tempo, dei posti turisticamente
di prim’ordine. Lei non
sa cosa è stata Taranto nell’antichità
e non sa cosa è e vuole diventare
Taranto nel prossimo futuro:
una città autenticamente europea,
accogliente, colta e solidale. Certo,
abbiamo anche i problemi che
lei conosce. Ma noi dal governo ci
aspettiamo una mano per superarli
non dichiarazioni approssimative
e superficiali».

Di Ilva ha parlato
anche, a Porta a Porta, il ministro
per il Mezzogiorno Barbara Lezzi:
«una situazione estremamente complessa»,
l’ha definita. «È chiaro che
c’è una questione occupazionale e
industriale. Però per una città dolente
in cui quando c’è vento, arriva
una ordinanza che impone di chiudere
le finestre e di tenere le scuole
chiuse. È questo un paese che ha un
minimo di decenza nei confronti
dei cittadini? Questa produzione è
così importante da tenere 300.000
persone con le finestre chiuse? In
alcune zone c’è un tasso esponenziale
tumorale troppo allarmante,
cerchiamo di allargare lo sguardo e
pensare che c’è una città che chiede
giustizia e grida vendetta».

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