Cronaca

​Associazione Fema: «L’oro di Taranto​»

Le proposte dell’associazione Fame Ecologica Mare Ambiente


Riceviamo e pubblichiamo.

«Mi chiamo Nicola Franco, socio
fondatore dell’associazione cultu- rale Fema (Fame Ecologia Mare
Ambiente). L’associazione nasce nel
1995 con lo scopo di recuperare ed
aggiornare il rapporto tra la città e
il Mar Piccolo. Per quanto infatti
la storia stessa (antichissima) del- la città di Taranto dimostri come
questo abbia sempre rappresentato
una ricchezza fondamentale per il
territorio, purtroppo negli ultimi
anni si é assistito ad un progressivo
allontanamento dalla cultura taran- tina e dalle proprie radici.
Credo sia arrivato il momento di fare
piena luce del problema Taranto.
Ciò che ne seguirà sarà come il co- siddetto sassolino nello stagno. Non
sono diplomatico, le cose le dico, per
come le vedo e penso.

Ho conosciuto
il secondo seno di Mar Piccolo nel
lontano 1994/95 da allora non mi
sono mai distaccato. Tutt’oggi con- tinuo ad andare quasi giornalmente
durante tutto questo tempo, ho fatto
personalissimi studi riguardo la na- tura di questo mare e come poteva
essere possibile salvarlo. Ritengo
il primo seno di Mar Piccolo un
immenso laboratorio ove tutto è
possibile basta volerlo. Ci sarebbe
da aggiungere una cosa importantis- sima a voi tutti sconosciuta. Questa
città è una miniera d’oro a cielo
aperto che non teme paragoni. Ora vi
domando cosa si dovrebbe estrarre
da una miniera di tale natura.
È deprimente accettare questa realtà.
Le cozze che produciamo dal
nostro mare solito dire l’oro per i mitilicoltori
è veramente oro visto che
lo lavorano duramente per guadagnarne
di che vivere. Ma non è solo
quello il vero oro. Il vero oro sono
i pesci che vivono naturalmente nel
mare.

La ricchezza del Mar Piccolo
dunque non è solo quella dei molluschi
in generale e delle cozze. Già
da 20 anni ho brevettato un sistema
di allevamento naturale innovativo
in mare (secondo seno Mar Piccolo) che mi permette di poter dichiarare
a fronte di analisi e osservazioni
sul campo che è realisticamente
una ricchezza da non sottovalutare
e quindi da riconsiderare sotto un
altra luce. Le diverse amministrazioni
succedutesi negli ultimi anni
in particolare quella relativa al 2003
con l’assessorato del mare affidato
all’allora buon Fabio Fago seppur
abbiano considerato l’interesse nei
confronti di questa mia attività lavorativa
non hanno poi dato seguito ad
alcuno modo di sviluppo di questa
attività. Attraverso questa lettera
voglio rilanciare l’attenzione verso
quest’esperienza che può rappresentare
una rinascita del Mar Piccolo
di Taranto attraverso la costituzione
di una nuova cooperativa che possa
realisticamente dare una prospettiva
di sviluppo al nostro Mar Piccolo di
Taranto, un nuovo metodo di rispondere
al bisogno occupazionale di cui
la nostra città ha realmente bisogno.

L’invito è aperto a tutti coloro che
vogliano ampliare questo dibattito
mettendo sul tavolo delle discussioni
di quanto previsto in queste settimane
al fine di poter manifestare
un interesse realmente di impatto
socio economico. Una ricchezza
della fauna che resiste nel secondo
seno del Mar Piccolo a fronte di studi e osservazioni resta una delle
più belle attività diffuse nel mare di
Taranto, una ricchezza che sarebbe
il caso di non trascurare ma utile
ricostituire una nuova cooperativa
che ho pensato possa avere il nome
di Fame Nera (Fauna Ambiente
Mare Ecologia Nuovo Equilibrio
Risorsa Alimentare). Con questa
lettera voglio contribuire al dibattito
relativo al rilancio produttivo della
risorsa mare a Taranto e di tutto
quello che comporta il rispetto e la
valorizzazione dell’ambiente che ci
riguarda da vicino».

Nicola Franco

Associazione Fema

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