Cronaca

​Parcheggiatori abusivi, stop a mance e caffè​

L’appello lanciato dai consiglieri comunali dei gruppi Taranto Futuro Prossimo e Taranto Bene Comune​


«Gli automobilisti devono sollecitare
l’intervento delle Forze dell’Ordine ad ogni
richiesta di denaro da parte dei “sorveglianti
della sosta” o alla sola vista dei parcheggiatori».

È l’appello lanciato dai consiglieri comunali
dei gruppi Taranto Futuro Prossimo e Taranto
Bene Comune per debellare la piaga dei parcheggiatori
abusivi. Un fenomeno in costante
ascesa soprattutto nelle zone del Borgo e, più in
generale, nelle aree a forte vocazione commerciale
ma anche in corrispondenza delle strade
adiacenti ospedali, cinema e teatri.

«Il “mestiere” del parcheggiatore abusivo
– dicono i consiglieri di maggioranza Piero
Bitetti, Gianni Cataldino e Vittorio Mele – è
spesso deriva di disagio sociale ma anche e
soprattutto strumento per alimentare forme
di devianza. È comprensibile la sensibilità di
molti automobilisti che, con la “mancia”, pensano
di poter alleviare le difficoltà economiche
dei “custodi” delle auto. Altre volte il “caffè”
viene offerto per paura di ritorsioni e di trovare
le auto danneggiate. Il fenomeno va arginato.
Lo ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato
bisogno, il recente episodio di cronaca nera
che ha riguardato proprio nella nostra città una
coppia di fidanzati minacciata pesantemente
da un parcheggiatore abusivo, poi arrestato,
perché 50 centesimi per il parcheggio erano
pochi. Urge trovare una soluzione al problema
che riguarda diverse zone della città, anche
quelle coperte da parcheggi autorizzati.

Urge
intervenire per contrastare il fenomeno illegale
che desta particolare preoccupazione sociale e
che il recente, grave episodio, ha riproposto con
virulenza. Molto spesso – sottolineano i consiglieri
comunali – i cittadini hanno denunciato
il mancato, tempestivo, intervento delle forze
dell’ordine di fronte a richieste di aiuto in tal
senso. Forze dell’ordine che, d’altro canto, non
hanno strumenti normativi e organici sufficienti
a fronteggiare il grave fenomeno. Avendo constatato
che il “daspo urbano” non è stato risolutivo,
l’invito che rivolgiamo agli automobilisti è
quello della collaborazione, di sollecitare cioè
il lavoro delle forze dell’ordine richiedendo il
loro intervento ad ogni richiesta di denaro da
parte dei “sorveglianti delle auto” o alla sola
vista dei parcheggiatori, anche quando non si
deve parcheggiare. Le pressanti e numerose
richieste – concludono Bitetti, Cataldino e Mele
– spingerebbero i tutori dell’ordine pubblico a
non sentirsi soli ed impotenti di fronte a questi
episodi, storie di ordinaria ingiustizia che abbiamo
il dovere di risolvere anche e soprattutto
con l’aiuto delle vittime».

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