Cronaca

Il Pd affoga nelle sue correnti per diventare “cespuglio” di Bonelli


Avremmo voluto scrivere questo commento dopo aver letto il testo di legge sulla contro riforma elettorale, tanto per avere le idee un po’ più chiare, ma il tempo incombe. Non tanto per noi, semplici cittadini sempre più delusi dalla politica, quanto per loro, i politici appunto, che in vista del voto si stanno dando da fare per riorganizzare idee ed organizzare consenso nella disperata ricerca di sopravvivere alla crescente ondata di antipolitica, sia interna che esterna ai partiti. Allora, senza perdere altro tempo, andiamo subito al punto. Nelle ultime 48 ore si sono succeduti a Taranto due fatti strani e se vogliamo in controtendenza rispetto al passato ed alla tradizione.

Il primo, la cstituzione, nei fatti, di una nuova maggioranza in Consiglio comunale dove il Pd tarantino ha votato insieme con l’ambientalista romano Angelo Bonelli un documento contro lo sviluppo, schiacciandosi sulle posizioni più integraliste dei Verdi. Il secondo, a poche ore di distanza, quando il Presidente della Provincia, Gianni Florido, ha convocato una conferenza stampa per chiarire la posizione dell’ente sulle discariche nell’Ilva (e chi gliel’ha chiesta) e soprattutto per chiedere (a chi?) un’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) che contenga tutte le prescrizioni del gip o comunque la più dura e rigorosa possibile. Ora, al di là delle conseguenze negative che implicano questi due fatti, che privano il dibattito politico, sociale e culturale della nostra città di quello che ritenevamo potesse essere l’ultimo baluardo di una sinistra di governo sul territorio, o almeno questo era l’auspicio in realtà mai consumatosi fino in fondo, la domanda che tutti si pongono è perchè? Lo abbiamo detto all’inizio di questo commento: il voto si avvicina. Ma può bastare una campagna elettorale per snaturare la vocazione riformista di un partito come il Pd, stravolgendone missione e contenuti, sacrificandolo sull’altare della demagogia e del populismo? Oppure c’è dell’altro? Insomma, chiunque non abbia le fette di prosciutto sugli occhi, a Taranto come nel resto del Paese, si rende conto dello stato di profonda crisi che stiamo vivendo. Non solo sotto il profilo economico e finanziario, ma anche e soprattutto sotto quello sociale, culturale, morale. In un momento così drammatico, talmente drammatico che la stessa politica a livello nazionale prende in considerazione l’ipotesi di prorogare la sospensione della democrazia immaginando un Monti bis, il Pd a livello locale, quello stesso Pd che è stato prima Quercia e poi Ulivo, che fa? Sceglie di diventare cespuglio di Bonelli e degli ambientalisti?

Michele Mascellaro

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