16 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Giugno 2021 alle 17:44:08

Cronaca

Scintille tra Arcelor e sindacati

La multinazionale: restiamo in corsa. Cgil, Cisl e Uil: proposta penalizzante


«ArcelorMittal prende
atto del posticipo al 15 settembre
2018 per il completamento dell’acquisizione
di Ilva. Tra oggi e quella
data è fondamentale che i progetti di
carattere ambientale, che sono stati
già iniziati da Ilva, possano continuare
come pianificati.

Questi ultimi
includono la copertura dei parchi
minerari, dei nastri trasportatori e il
rifacimento delle cokerie.
Il prolungamento dei termini è previsto
dal contratto siglato da ArcelorMittal
con il Governo Italiano per
la vendita e l’acquisto di Ilva. ArcelorMittal riafferma il suo impegno
a raggiungere un accordo soddisfacente
con i sindacati per costruire
soluzioni condivise e sostenibili per
Ilva. ArcelorMittal conferma la propria
determinazione per il rilancio di
Ilva da un punto di vista industriale,
ambientale e sociale».

Così il gruppo
francoindiano commenta la “proroga”
della gestione commissariale per
il Siderurgico. Sul versante sindacale,
Cgil, Cisl e Uil sottolineano come
«la mancata conclusione dell’accordo
sia ascrivibile essenzialmente sia alla
necessità di svolgere ulteriori e dovuti
approfondimenti sugli interventi di
ambientalizzazione, che a garantire
i livelli occupazionali dei lavoratori
diretti, degli appalti e dell’indotto.
La proposta formalizzata dalla Società
acquirente, infatti, continua ad
essere giudicata penalizzante e del
tutto insufficiente rispetto alle aspettative
del territorio, evidentemente
impossibilitato a subire alcuna ulteriore
flessione sotto il profilo occupazionale.
E’ stato, inoltre, evidenziato
come la trattativa necessiti di
un’accelerazione, pur condividendo
l’esigenza palesata dal Ministro di
effettuare ulteriori approfondimenti
conoscitivi, che, però, non devono
dilatare esageratamente i tempi di
soluzione della vertenza.

Occorre,
infatti, tener ben presente che lo
stato strutturale dello Stabilimento
è tale da non assicurare gli adeguati
standard di sicurezza ai lavoratori
che vi operano giornalmente, prima
ancora delle risorse finanziarie necessarie
per assicurare la continuità
produttiva.
A completare il quadro complessivo,
le Organizzazioni Sindacali hanno
sottolineato l’indifferibile necessità
di riavviare tutte le attività già programmate
dal Contratto Istituzionale
di Sviluppo».

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