25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

​ArcelorMittal: Taranto, ecco come Ilva ripartirà​

Parla il “ceo” Matthieu Jehl. Ue: ok, ma subito le bonifiche


«L’approvazione da
parte della Commissione Europea è
stata finalmente ottenuta. Si tratta di un
momento estremamente significativo
del nostro percorso verso il rilancio di
Ilva. Il nostro progetto per I’ Azienda
è chiaro: intendiamo riportarla ad un
equilibrio che sia sostenibile e ripristinare
l’orgoglio dei lavoratori e delle
comunità in cui opera. Il nostro piano
per Ilva sta al centro di questa visione.
Abbiamo previsto un programma significativo
di investimenti di 2,4 miliardi di
euro, basato su piani dettagliati a livello
ambientale, industriale e commerciale
che mirano a migliorare concretamente
le prospettive dell’azienda e la allineino
utilizzando le migliori tecnologie di
ArcelorMittal. Siamo convinti che ArceloMittal
possa contribuire nel rispetto
dei propri impegni e per quanto di sua
competenza a trovare, insieme a tutte
le altre parti che condividono questa
stessa responsabilità, una soluzione
positiva per tutti i lavoratori».

Matthieu
Jehl, presidente e Ceo di Am InvestCo
Italy, commenta il via libera da parte
dell’Antitrust Ue all’acquisizione di Ilva
da parte di ArcelorMittal – che guida la
cordata Am InvestCo – via libera che
arriva però “sotto condizione”. Molti
dei paletti all’atteso e comunque fondamentale
disco verde erano noti: l’eliminazione
del gruppo Marcegaglia dalla
cordata e cessioni di diversi impianti
di ArcelorMittal, tra i quali Piombino,
oltre a Liegi (Belgio), Dudelange (Lussemburgo),
Skopje (Macedonia), Ostrava
(Repubblica ceca) e Galati (Romania).
Per l’Ue, soprattutto, la vendita ad
ArcelorMittal di Ilva deve contribuire
al risanamento ambientale di Taranto.
La commissaria Ue alla concorrenza
Margrethe Vestager in una nota ha
dichiarato che «la decisione odierna
garantisce che l’acquisizione di Ilva da
parte di ArcelorMittal, che andrà a creare
il produttore d’acciaio di gran lunga più grande d’Europa, non si traduca
in un aumento dei prezzi dell’acciaio
a danno delle industrie europee, dei
milioni di persone che vi lavorano e
dei consumatori» aggiungendo anche
che l’acquisizione da parte del gruppo
franco-indiano «dovrebbe anche contribuire
ad imprimere un’accelerazione
agli urgenti interventi di risanamento
ambientale della zona di Taranto» e per
questo «è opportuno che tali essenziali
interventi di bonifica proseguano senza
indugi».

Vestager ha assicurato che gli
impianti dismessi andranno «a uno o
più acquirenti che li gestiranno su base
duratura in regime di concorrenza»
visto che Arcelor si è impegnata a organizzare
una procedura di vendita aperta,
non discriminatoria e trasparente a cui
potranno partecipare tutti gli operatori interessati, e questa comunicherà quindi
alla Commissione gli acquirenti scelti.
Bruxelles valuterà se questi dispongono
della capacità (competenze, risorse
finanziarie) e degli incentivi necessari
per continuare a gestire e a sviluppare le
attività di produzione in modo duraturo
come concorrenti attivi. In altri termini,
la vendita di impianti ad acquirenti che
progettino di chiuderli in futuro non
sarebbe per Bruxelles una soluzione
accettabile.

«Ora manca solo l’accordo sindacale
e poi finalmente, dopo anni di crisi e
problemi, Ilva potrà diventare un’acciaieria
competitiva e all’avanguardia nella
protezione dell’ambiente e delle persone.
Non perdiamo questa occasione per
Taranto e per l’Italia» il commento su
Twitter del il ministro dello Sviluppo
Carlo Calenda. «Bisogna non cadere
nell’errore di circoscrivere il problema
Ilva solo alla città di Taranto. La
questione Ilva non è solo tarantina e
pugliese, ma soprattutto italiana e di
geopolitica internazionale: la produzione
di acciaio in un momento in cui
si parla di dazi è strategica per l’Italia
e per l’Europa» le parole del deputato
di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato.
«Credo sia arrivato il momento di
sostenere in maniera decisa l’azione
che partirà dagli enti locali e dai sindacati
territoriali affinché la vertenza
Ilva assuma finalmente il rigore di una
vertenza territoriale in cui il fronte
è unito e coeso». Così il consigliere
comunale Cisberto Zaccheo, dalle file
della maggioranza come rappresentante
degli eletti nel Psi.

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