Cronaca

C’è lo sconto di pena per l’ex sindaco Giancarlo Cito


TARANTO – Otto anni e sei mesi e non più undici anni e sei mesi. Sconto della pena per l’ex sindaco Giancarlo Cito. La Corte d’Appello di Lecce ha accolto la proposta degli avvocati Michele Lucarelli e Fausto Soggia di unificare le tre sentenze per le quali l’ex amministratore era stato riportato in carcere qualche mese fa. Tre sentenze (per la vicenda dello stadio Iacovone, il caso Cervelli e per il porticciolo) che i giudici della I sezione penale hanno deciso di rendere cumulabili per via della omogeneità dei reati contestati. Analizzando le fattispecie delittuose, cioè, i giudici hanno evidenziato che sussisteva un medesimo disegno criminoso.

Nel provvedimento, infatti, i giudici evidenziano “il vincolo della continuazione, in quanto rappresentativa della peculiare modalità di Cito di amministrare la città, avendo lo stesso articolato un programma volto alla gestione del potere in maniere disinvolta e legibus soluta”. Reati che Cito avrebbe compiuto tra gli anni 1993 e 1997, prima in qualità di sindaco della città di Taranto e poi quale esponente di spicco del partito At6 -Lega d’Azione meridionale di cui, negli anni tra il 1995 ed il 1997, era espressione il sindaco Mimmo De Cosmo. Due dei tre reati contestati, infatti, hanno visto i due ex amministratori rispondere dei fatti in concorso. Per il caso Cervelli, Cito, accusato di concussione, avrebbe dovuto scontare 5 anni e sei mesi; per la storia relativa alla negazione della fruzione dello stadio Iacovone la condanna sarebbe stata di due anni, mentre per il porticciolo di 4 anni. Pene che con il riconoscimento della continuzione, sono state rimodulate in complessivi otto anni e sei mesi.

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