Cronaca

​Truffa dei rimborsi del Comune, tremano altri consiglieri​

L’inchiesta potrebbe allargarsi ad anni successivi al 2014


Rimborsi non dovuti:
tremano altri politici.

Potrebbe allargarsi
l’inchiesta che ha già fatto
finire nei guai cinque ex consiglieri
comunali. Questi ultimi e otto
datori di lavoro tra imprenditori e
professionisti sono stati denunciati
per truffa. La Guardia di Finanza
ha posto sotto sequestro beni e disponibilità
finanziarie per 240mila
euro. I sequestri per equivalente
sono scattati ieri mattina ad opera
dei militari del Nucleo di Polizia
Economico-Finanziaria.

Sono stati
disposti dal gip Vilma Gilli su richiesta
del pm Daniela Putignano.
All’ex consigliere Cosimo Gigante
e a due datori di lavoro sono stati
sequestrati 95mila euro (diciottomila
di rimborsi ottenuti nel 2012,
quarantanovemila nel 2013 e ventisettemila
nel 2014).
All’ex consigliere Filippo Illiano
e a due datori di lavoro sequestrati
75mila euro (quindicimila di rimborsi
ottenuti nel 2012, trentasettemila
nel 2013 e ventiduemila nel
2014). All’ex consigliere Giovanni
Ungaro e a due datori di lavoro
sono stati sequestrati 37mila euro
(ventimila per il 2013 e diciassettemila
per il 2014).

All’ex consigliere Mario Cito e a un
indagato 19mila euro di rimborsi
tra il 2012 e il 2014. Al’ex consigliere
Rosa Perelli e a un indagato
sequestrati 11mila euro (duemila
euro per il 2013 e novemila per
il 2014).Gli accertamenti hanno
riguardato come detto i rimborsi
previsti dagli articoli 79 e 80 del
Decreto Legislativo n. 267/2000,
in base ai quali le assenze di un
lavoratore dipendente per l’esercizio
delle funzioni di componente di
un consiglio comunale, sono a lui
retribuite a cura del suo datore di
lavoro, il quale, su specifica richiesta
documentata, viene successivamente
rimborsato dell’ente civico.
Gli investigatori della Guardia di
Finanza hanno accertato che gli ex
consiglieri comunali, in concorso
con imprenditori e professionisti
,avrebbero in alcuni casi simulato
del tutto l’esistenza di un contratto
di lavoro dipendente e, in altri
casi, modificato ad arte in senso
migliorativo l’inquadramento contrattuale,
al fine di ottenere, per le
loro assenze dal lavoro giustificate
dalla partecipazione alle sedute del consiglio comunale di Taranto,
rimborsi del tutto indebiti o
quantomeno maggiorati.

Secondo
l’accusa avrebbero indotto in errore
il Comune di Taranto, il quale ha
ratificato, per il periodo 2012/2014,
rimborsi non dovuti per 240 mila
euro. Gli ex consiglieri comunali e
imprenditori e professionisti sono
stati segnalati all’autorità giudiziaria
per il reato di truffa aggravata
ai danni di ente pubblico. Ora le
verifiche potrebbero allargarsi agli
anni successivi al 2014.

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