29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

​«Abbandonati da tutti». Dramma ex Marcegaglia​

Fim, Fiom e Uilm si rivolgono al ministro Luigi Di Maio


«Che il comparto industriale
tarantino sia di fronte ad una
crisi occupazionale senza precedenti
è ormai arcinoto a tutti. Meno risalto
si dà a tutti quegli ex lavoratori che da
tempo hanno esaurito ogni forma di
ammortizzatore sociale e, nonostante
gli impegni assunti a più livelli, oggi si
ritrovano privi di sussidi e dimenticati
da tutte le istituzioni».

Sono Fim, Fiom e Uilm a parlare del
caso «degli ex lavoratori della Marcegaglia
Buildtech di Taranto, l’azienda
produttrice di pannelli fotovoltaici
dismessa dall’omonimo gruppo industriale
nell’ottobre 2013. Per tutti gli
ex lavoratori la cui Mobilità è scaduta
nel febbraio scorso, nonostante sia
stata sancita a livello ministeriale una
proroga a tutto il 2018, ancora ad oggi
gli uffici regionali non hanno attivato
detta proroga, lasciando gli addetti
rimasti in mobilità, senza la copertura
degli ammortizzatori sociali.

Dall’ottobre 2013 tanti incontri, tante
promesse, tante false aspettative, che
forse sono servite a qualcuno solo per
prendere tempo, sperando che il tempo
facesse la propria parte, facendo sprofondare
la vertenza nel dimenticatoio».

«A più di quattro anni da allora –
scrivono i sindacati metalmeccanici –
Marcegaglia continua ad avere ancora
un conto aperto con questi lavoratori.
Infatti, nonostante un accordo sindacale
del novembre 2015 siglato in
Regione Puglia, col quale Marcegaglia
si impegnava a perseguire un’attività
di scouting finalizzata a ricercare
un soggetto industriale che potesse
ricollocare i suoi ex dipendenti, a
oggi nulla di tutto questo è accaduto.
Francamente, misurare il reale impegno
della Marcegaglia nel ricercare
una soluzione per i suoi ex dipendenti
diventa un’impresa impossibile. A
fine gennaio abbiamo interessato il
sindaco di Taranto al quale, oltre a
chiedere di interfacciarsi con il Mise
per riattivare il tavolo di confronto con
la Marcegaglia (convocazione che si
attende invano dal mese di settembre
2017), abbiamo sottolineato quanto
sia assurdo che, in una città come Taranto,
dove si dice che sarà interessata
da una valanga di soldi da utilizzare
in opere, bonifiche e messa degli
impianti Ilva, non ci sia la volontà di
dare una prospettiva occupazionale
agli ex lavoratori Marcegaglia.

Sulla
vicenda, ormai da mesi, si registra un
preoccupante silenzio da parte della
Regione Puglia con un improduttivo,
quanto imbarazzante, scaricabarile
tra Task force e Mise. Considerata
l’indifferenza istituzionale, il 7 giugno
scorso abbiamo interessato anche il
Prefetto di Taranto. Registriamo, inoltre,
la totale assenza da parte dell’Ente
regionale sugli annunciati corsi di
formazione riservati ai lavoratori posti
in mobilità, rimasti solo sui verbali
sottoscritti, ma nella realtà mai avviati.
Se a questo si aggiunge che laddove i
corsi di riqualificazione per dipendenti
in Cigs sono partiti, ad oggi non c’è
alcun riscontro nella erogazione del
contributo orario, il quadro diventa
ancor più nitido: le problematiche del
lavoro non sono al centro dell’Agenda
politica della Regione Puglia.

A fronte
di questo gli ex Marcegaglia nella
giornata del 5 luglio (ieri, ndr) si sono
riuniti congiuntamente alle segreterie
di Fim, Fiom e Uilm in assemblea ed
hanno deciso di rivolgersi direttamente
al ministro Ministro dello Sviluppo
economico, del Lavoro e delle Politiche
sociali Luigi Di Maio, fornendogli
– per mano dei Segretari Generali
che lunedì 9 luglio lo incontreranno
presso il Mise già per la vertenza
Ilva – un documento che riassume i
cinque anni trascorsi a lottare per il
diritto al lavoro. Contestualmente,
attraverso il documento, i lavoratori
chiedono di fissare una data per un
incontro presso il Ministero atto a
trovare soluzioni occupazionali per
gli attuali 60 lavoratori interessati.
Infine, i lavoratori della ex Marcegaglia
nella giornata di lunedì 9 luglio,
in concomitanza dell’incontro al
Mise, manifesteranno sotto la Prefettura
di Taranto e chiederanno di
essere ricevuti dal Prefetto».

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