12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 06:11:00

Cronaca

Caso Ilva, «Pensiamo al futuro di 13.700 famiglie»

​Le parole di Antonio Surgo, responsabile del Movimento Europeo Socialista di Taranto​


«Sembra esserci la volontà di rendere ancora più difficile, una
strada che pareva essere già tracciata da mesi».

Queste le parole di Antonio Surgo,
responsabile del Movimento Europeo Socialista di Taranto, che commenta la
missiva inviata da Emiliano a Di Maio.
«È giusto che si chiarisca eventuale zona d’ombra – dichiara Surgo – ma Emiliano
afferma che l’offerta della cordata concorrente Acciaitalia, ormai sciolta, fosse la
migliore, anche in virtù della “decarbonizzazione” promossa dall’ormai defunta
alleanza tra Arvedi, Leonardo Del Vecchio e l’indiana Jindal. Un progetto che
avrebbe cambiato l’assetto produttivo dell’Ilva, un ridimensionamento con un
forte impatto occupazionale».
«Nei giorni scorsi il pericolo chiusura è stato scongiurato, Di Maio aveva
centrato la questione chiedendo certezze sia dal punto di vista ambientale che
occupazionale».

L’azione congiunta dei sindacati, sempre secondo Surgo, in questa
fase è fondamentale: «Bisogna tenere alta la tensione sul futuro delle 13.700
famiglie degli operai del Gruppo Ilva, senza contare le ditte serie dell’indotto.
La Uilm e il suo segretario generale Rocco Palombella stanno chiedendo a gran
voce garanzie su tutti i fronti».
Critiche, infine, al governo oprecendente per «non aver concluso un accordo
che sembrava ormai scritto. Calenda e Bellanova hanno lasciato in sospeso una
situazione fin troppo delicata». Ad ArcelorMittal, Surgo riconosce la serietà per
affrontare questioni come occupazione e ambientalizzazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche