25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 12:51:42

Cronaca

​Lavoro nero, stretta dell’Ispettorato​

Nel settore alimentare, nel turismo e nei pubblici servizi


Lavoro nero e contratti
illeciti: tanti in pochi giorni
nella rete dell’Ispettorato del Lavoro.

Alla fine della scorsa settimana
sono stati eseguiti controlli in
alcune imprese locali del settore
alimentare, del turismo e dei pubblici
servizi.
Durante un controllo a carico di
una impresa che opera nel settore
della produzione di alimenti
surgelati, in azione congiunta con
il Nas hanno fatto emergere una
realtà produttiva che presentava
rilevanti contravvenzioni alle normative
igienico-sanitaria e della
sicurezza alimentare. In più gli
ispettori del lavoro di Taranto e i
carabinieri del locale Nil nel verificare
la regolarità dei rapporti di
lavoro attivi nell’impresa, hanno
riscontrato numerose irregolarità
per l’impiego di personale non
assunto.

La società ha aggirato i
propri obblighi di datore di lavoro
riconoscendo retribuzioni notevolmente
inferiori rispetto a quelle previste dal Contratto collettivo di
lavoro si riferimento. L’Ispettorato
verificherà la possibilità di emanare
i provvedimenti di competenza
per il recupero della retribuzione
effettivamente spettante. Inoltre
l’azienda anche di personale assunto
da altra impresa e somministrato
senza la prescritta autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro
sebbene i lavoratori avessero
dichiarato di avere un regolare
contratto di lavoro interinale.

Al
vaglio degli ispettori sono finiti
anche alcuni contratti stipulati tra
agenti di commercio e l’impresa
ispezionata per stabilire se dietro
di essi si celino rapporti di lavoro
subordinato visto che nessuna documentazione
è stata esibita.
Inoltre l’attività ispettiva si è focalizzata
su altre quattro imprese del
campo del turismo e dei pubblici
servizi e sulla rispettive regolarità
delle posizioni lavorative, contributiva
e assicurativa di circa 21
addetti.
Gli accertamenti hanno rilevato
ben nove lavoratori sprovvisti di
contratto, cosiddetti in nero: per
due delle aziende controllate, infatti,
è scattato l’avvio della procedura
amministrativa di sospensione
dell’attività, in quanto superavano
il 20% di unità occupate totalmente
“in nero”.

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