28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Settembre 2021 alle 20:59:00

Cronaca

Processo d’appello Alias, tra assoluzioni e sconti di pena​

Le decisioni dei giudici di secondo grado


Processo Alias in Appello tra
assoluzioni e sconti di pena.
I giudici di secondo grado hanno assolto Calogero
Bonsignore, condannato in primo grado a
otto anni e quattro mesi; Riccardo Vallin condannato
a redici anni e quatto mesi; Moreno
Rigodanzo condannato a sei anni e otto mesi.
Assolti anche Giovanni Perrone, difeso dall’avvocato
Salvatore Maggio e Vladimiro Viola che
in primo grado erano stati condannati a sei mesi
per favoreggiamento.

Sconto di pena da quattordici a quattro anni e
quattro mesi per Pietro Cetera, assistito dagli
avvocati Fabrizio Lamanna e Manuella Stallo,
per Sergio Cagali da otto a quattro anni, per
Francesco Scarci, da sedici a quattrodici anni,
per Massimiliano Salamina da dodici a nove
anni e mezzo, per Fabrizio Pomes, da undici a
otto anni. Pomes ex assessore comunale ìprocessato
per concorso esterno in associazione
mafiosa secondo l’accusa avrebbe fiancheggiato
l’organizzazione capeggiata dal boss Orlando
D’Oronzo,
Alla sbarra elementi di spicco della mala storica
che si sono attivati per il controllo del territorio.
L’operazione “Alias” era scattata al termine di
una lunga attività investigativa condotta dagli
agenti della Squadra Mobile coordinati dalla
Direzione distrettuale antimafia.

Grazie alle intercettazioni telefoniche gli investigatori
avevano individuato luogotenenti e affiliati della organizzazione criminale che aveva
imposto il pizzo a commercianti della città.
A ottobre del 2014 la polizia aveva eseguito 52
ordinanze di custodia cautelare.
Vecchie glorie della mala tarantina, uscite dal
carcere, si stavano riorganizzando con le nuove
leve per spartirsi gli affari del crimine, per
rimettere le mani sulla città, col controllo del
traffico di droga e le estorsioni ai negozi.
Secondo l’accusa i boss De Vitis e D’Oronzo
avrebbero gestito le attività illecite del clan.
E grazie alle intercettazioni telefoniche gli investigatori
della questura avevano individuato
“luogotenenti” e “soldati” della organizzazione
criminale. Gli agenti della questura durante il
blitz avevano arrestato anche un sassarese accusato
di traffico di sostanze stupefacenti.che
era entrato in contatto con D’Oronzo quando
quest’ultimo si trovava in regime di sorvegliato
speciale con l’obbligo di soggiorno nella città
sarda.
Dieci su cinquantadue, invece, gli arresti eseguiti
a Verona e provincia dalla Polizia di Stato
sempre nell’ambito dell’operazione “Alias”.

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