28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 18:20:00

Cronaca

Idea Vendola: Ilva di Stato. Fim e Uilm: E’ solo campagna elettorale per le primarie


TARANTO – Due frasi, per aprire uno scenario nuovo, anche se da ‘ritorno al passato’. Sono quelle pronunciate dal presidente Nichi Vendola in un’intervista rilasciata a Bepi Martellotta e pubblicata su La Gazzetta del Mezzogiorno. “Lancio un allarme: penso vada dato un segnale forte nei confronti dell’Ilva e invito il governo Monti ad un atteggiamento molto duro nei confronti del gruppo siderurgico, anche cominciando a immaginare soluzioni alternative (…) Il sospetto è che i Riva stiano giocando una partita diversa da quella che appare: un progressivo disimpegno da Taranto, avendo come unico obiettivo quello di consegnare il cerino acceso nelle mani di un altro”. Un “altro” che, oggi, può essere un solo soggetto: lo Stato.

C’è un ritorno alla vecchia Italsider, all’acciaio di Stato, nelle intenzioni del governatore della Puglia che – tramite le primarie del centrosinistra – ambisce alla guida del Paese? “Un’Ilva di Stato è lo spot che Vendola ha scelto per aprire la sua campagna elettorale” è quanto annota, sferzante, Rocco Palombella, tarantino, segretario nazionale della Uilm. “Se, poi, il presidente vuole la chiusura dello stabilimento, completando la giravolta che lo vede impegnato da quando ha deciso di candidarsi alle primarie del Partito Democratico, allora dovrebbe avere il coraggio di dirlo ai 12.000 lavoratori ed alle loro famiglie” è l’affondo del leader del metalmec-canici targati Uil. Tra una stoccata a Ferrante (per Vendola “una delusione grande. Ci era apparso come l’uomo della discontinuità e del futuro, ma dall’Ilva a ottobre inoltrato non è arrivato alcun segnale in direzione del risanamento oggetto delle contestazioni penali”) ed una al governo Monti (“Improvvida la sortita del sottosegretario Catricalà su un presunto conflitto di competenze tra lo Stato e la Procura”) Vendola nel colloquio con il giornalista della Gazzetta usa la clava contro Uilm e Fim: “La Fiom ha fatto una battaglia esemplare: l’idea di un pezzo del mondo sindacale di attivare dal basso un conflitto contro i giudici e di schierare la manodopera operaia a tutela dell’Ilva, è un idea anacronistica”. “Vendola ha perso il lume della ragione” replica Palombella. “Le elezioni alle porte gli stanno facendo perdere lucidità e coerenza. Nel caso Ilva ci sono responsabilità dirette della Regione Puglia. Tra Fiom e Sel, il partito del presidente, ci sono spot reciproci ed un patto elettorale, come dimostra la candidatura in Sicilia della segretaria dei metalmeccanici Cgil”. Ugualmente dura la risposta a Vendola del segretario nazionale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. “L’ipotesi di un’Ilva di Stato mi pare francamente impraticabile. Del resto, lo Stato si sta disimpegnando dall’idea di ‘Stato Sociale’, e non vedo come possa poi entrare negli asset industriali del Paese. Vendola, e la Fiom, continuano ad eludere il problema. Se applichiamo alla lettera le disposizioni della magistratura, l’Ilva chiude. E ventimila persone restano senza lavoro. Garantendo una produzione minima si può invece preservare l’occupazione pur portando avanti il risanamento, che è fondamentale”. Sindacati (esclusa la Fiom, è chiaro…) contro giudici, quindi? “Assolutamente no. L’azione della magistratura è meritoria, perchè ha colmato il vuoto lasciato dalla politica. Anche da Vendola. Ma è necessario salvaguardare insieme ambiente ed occupazione. Quando una parte dei capi sollecitavano una protesta ‘impropria’, come sindacato abbiamo immediatamente preso le distanze. Mentre la Fiom sta affrontando la vicenda Ilva con ambiguità, come il presidente Vendola. Il suo riferimento ai sindacati è una pesante caduta di stile, che dimostra come ormai sia concentrato sulle primarie, mentre proprio la Puglia dovrebbe essere una priorità non solo per lui, ma per l’intero Paese”. Sullo sfondo, resta proprio la chiusura del più grande stabilimento siderurgico d’Europa. Decisamente più vicina, secondo fonti giudiziarie, che danno come imminente la fase attuativa del sequestro disposto il 26 luglio scorso ma sinora rimasto “virtuale”.

Giovanni Di Meo

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