25 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

​«Contro il caporalato serve repressione e prevenzione»​

Dopo la recente operazione dei Carabinieri il commento della Cisl


«Repressione ma anche prevenzione
contro il caporalato in agricoltura».

I segretari generali territoriali Antonio
Castellucci (Cisl) e Antonio La Fortuna
(Fai Cisl) reputano «l’ennesima, meritoria
operazione anticaporalato, recentemente
realizzata dai Carabinieri nelle campagne di
Castellaneta e di Matera, come la conferma
di una persistente realtà di sfruttamento
della manodopera in Agricoltura e di
negazione della dignità delle persone che
ha ormai superato ogni residuo limite di
sopportazione sociale, oltreché di disprezzo
della legislazione nazionale».

«Le vittime sfruttate – proseguono
Castellucci e La Fortuna – che stando alle
cronache sono risultate soggiogate da un
vero e proprio modus operandi di stampo
mafioso da parte di un connazionale risultato
residente altrove, ancorché nella gran
parte titolari del permesso di soggiorno
erano di fatto ricattate, sfruttate e tradite con
la promessa di regolari assunzioni mai, però, realizzate. Quasi non bastasse, le condizioni
disumane in cui queste stesse persone erano
sottoposte, costrette com’erano a vivere in
luoghi fatiscenti e non igienici in agro di
Castellaneta, hanno costituito ennesima
scoperta dei Carabinieri alla cui azione
plaudono la Cisl e la Fai Cisl territoriali.

La “diffusione dell’odiosa pratica del
caporalato in Agricoltura” nonostante la
L. n. 199/2016 abbia introdotto strumenti
repressivi importanti, dimostra “come ci
sia ancora molto da fare sul piano della
prevenzione del fenomeno, della creazione
della rete di qualità per la certificazione etica
– rispetto della legalità, dell’applicazione
dei contratti, della regolarità dei versamenti
dei contributi previdenziali e dei premi
assicurativi – alle Imprese che ne fanno
parte e, non ultimo, per l’insediamento di
Cabine di regia inizialmente sperimentali
presso le Inps territoriali, in collaborazione,
gli Istituti preposti alle verifiche ed ai
controlli al fine anche di promuovere buone pratiche di sensibilizzazione, di ascolto,
di monitoraggio».

Altro elemento critico, scaturito dalla recente
cronaca, sottolineano ancora Castellucci e
La Fortuna è quello dei «servizi di trasporto
in agricoltura, rispetto ai quali la titolarità
istituzionale e finanziaria è di una Regione
Puglia che continua ad essere assente e proditoriamente
silente. Come Cisl e Fai Cisl
dintesa con le rispettive strutture sindacali
regionali proseguiremo la nostra battaglia
affinché si realizzino programmi di sistema
su collocamento e mercato del lavoro,
trasporti e alloggi, integrazione e assistenza
sanitaria, sicurezza e legalità».
«L’imminente Festa del 1° Maggio – concludono
i segretari Cisl – «sia effettivamente
una festa che consideri la salute e la sicurezza
come un cuore pulsante, al pari della
dignità e della libertà di autodeterminazione
di ciascuno, così da porre, quale principio
intangibile, la centralità della persona nel
lavoro».

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