27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cronaca

“Aiutateci! In queste celle non si può vivere”


TARANTO – “Quattro detenuti in celle da due. Non ce la facciamo più a vivere. Ci sono persone con un alto rischio di contrarre infezioni, altri con patologie gravi”. E’ la lettera, dal contenuto drammatico, inviata a TarantoBuonaSera da un gruppo di detenuti nella casa circondariale di largo Magli. “Nella nostra cella c’è un diabetico che soffre ogni giorno perchè non c’è un vitto per diabetici- aggiungono- e perchè ha bisogno di camminare. Ci sono due malati di cuore.” I detenuti poi si rivolgono ai politici.“Abbiamo sbagliato e dobbiamo pagare- dicono- ma la situazione è invivibile. E’ giusto che ogni giorno si parli dell’Ilva ma non si parla mai dei malati che sono in carcere e soprattutto di come ci si ammala. I dottori e il dirigente sanitario quando si rendono conto che un detenuto è grave e la malattia è seria lo manda in un centro clinico.

I poliziotti la pensano come noi- concludono- perchè anche loro non ce la fanno più. Non parliamo, poi, del cibo. Chi non ha la possibilità di cucinare in cella, si ammala prima del dovuto”. Intanto da sottolineare che sui problemi riguardanti le case circondariali il Consiglio Regionale della Puglia, attraverso l’ufficio garante, ha attivato a Bari, in via Unità d’Italia 24/c, lo sportello d’ascolto per i familiari dei detenuti. Il punto di informazione è aperto al pubblico il martedì dalle ore 15.30 alle 17.30, il mercoledì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 15 alle 17 , ed è rivolto ai familiari dei detenuti e all’utenza di riferimento. Al Garante regionale è affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei diritti delle persone presenti negli istituti penitenziari, negli istituti penali per minori, nei centri di identificazione e nei centri di accoglienza per i richiedenti asilo, nelle strutture sanitarie. Il Garante inoltre promuove la cultura dei diritti e sostiene iniziative a favore del coinvolgimento e della partecipazione attiva delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà. L’emergenza legata al sovraffollamento delle carceri pugliesi ed i numerosi disagi che si registrano all’interno delle strutture penitenziarie, ha spinto il Consiglio della Regione Puglia ad attivare un punto informativo a disposizione dei familiari dei detenuti.

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