21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca

E domani si riapre anche la partita decisiva sull’Aia


TARANTO – Sempre da domani, e nei giorni 10 e 11 ottobre, si torna a discutere dell’Autorizzazione integrata ambientale in vista del passaggio conclusivo. Una bozza del provvedimento è racchiusa nelle 97 pagine redatte dal gruppo istruttore, un riesame della vecchia Aia rilasciata all’Ilva il 4 agosto 2011. Riguarda la “matrice aria” e dispone, attraverso le prescrizioni, “la drastica riduzione del carico di inquinanti” in confronto a quanto autorizzato un anno fa. I pareri tecnici su rifiuti, discariche e acque arriveranno invece successivamente. Nell’Aia non c’è un dato sugli investimenti perché questi spettano all’Ilva, la quale, dopo aver presentato un primo piano da 400 milioni, bocciato però da procura e gip, si è riservata di fornire il nuovo quadro ad autorizzazione rilasciata. All’Aia l’Ilva ha proposto 62 misure tra interventi impiantistici, gestionali e studi.

Di queste, 44 sono nuove mentre 18 erano già comprese nell’attuale Aia. L’Ilva, “fino al completamento degli interventi” dovrà limitare la produzione a 8 milioni di tonnellate di acciaio l’anno. Solo dopo aver attuato le misure disposte “e verificato il raggiungimento degli obiettivi ambientali”, potrà chiedere autorizzazione a superare questo tetto. Entro due mesi dall’ok all’Aia, l’Ilva dovrà presentare il primo step del progetto denominato “Studio copertura dei parchi primari” (i parchi minerali) in modo che possa essere valutato. Per l’area ghisa il gruppo istruttore indica poi una serie di “interventi strutturali da eseguire subito”. Si tratta della fermata dell’altoforno 1, con installazione dei sistemi di depolverazione del campo di colata e della stock-house (dove vengono depositati i materiali di carica dell’impianto); della depolvera-zione della stock-house dell’altoforno 2; della condensazione dei vapori della loppa dell’altoforno 2. Non è invece autorizzato all’esercizio l’altoforno 3, peraltro già inattivo da anni, mentre per le batterie si chiede il rifacimento delle 3-4, 5-6 e 9-10. Inoltre, per la cokeria, “entro 6 mesi dall’Aia” l’Ilva deve caratterizzare le emissioni in atmosfera identificando particolarmente i metalli.

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