Cronaca

​In cinque si dimettono dal Consiglio camerale​

La mossa di Casartigiani, Cia, Coldiretti e Confcommercio


I rappresentanti delle associazioni
provinciali di Casartigiani,
Cia, Coldiretti e Confcommercio hanno
rassegnato le proprie dimissioni dal
Consiglio della Camera di commercio
di Taranto «essendo venute meno le
ragioni per proseguire un percorso non
più condiviso».

A lasciare il Consiglio camerale sono
Domenica Annicchiarico (presidente
di Casartigiani Taranto); Pietro De
Padova (vicepresidente Cia Taranto);
Alfonso Cavallo (presidente di Coldiretti
Taranto); Leonardo Giangrande
(presidente di Confcommercio Taranto);
Angelo Basile (presidente Federalberghi
Taranto)
«Tale decisione – si legge in una nota
delle associazioni – è motivata dalla
diversità di visione dell’idea di sviluppo
dell’economia del territorio declinata
dai vertici camerali, e dalla non condivisione
del progetto prevalentemente
industrialista e poco attento alla diversificazione
economico-produttiva,
che ha caratterizzato le politiche della
Camera di commercio. Il mancato
confronto all’interno del Consiglio camerale
tra le rappresentanze dei diversi
settori economici non ha consentito
che, dall’analisi delle problematiche
economico-territoriali, potessero emergere
proposte utili per dare avvio ad
una diversificazione della economia
provinciale – basata sulla valorizzazione
dei settori dell’agricoltura, artigianato,
commercio, servizi e turismo – che
potesse finalmente rappresentare la
nuova direttrice di sviluppo del territorio
provinciale. Allo stato attuale, non
vi sono le condizioni per proseguire un
percorso ormai superato ed arroccato su
una visione dello sviluppo territoriale
divenuta obsoleta».

Ora toccherà al presidente della Regione
invitare la coalizione, e le associazioni
che avevano espresso i consiglieri che si
sono dimessi, ad indicare i nomi per la
sostituzione. In caso contrario, i nuovi
consiglieri saranno indicati dalle altre
associazioni presenti nel Consiglio camerale o saranno scelti tra le aziende
iscritte alla Cdc appartenenti a quel
settore. Ma incombe l’accorpamento
tra le Camere di Commercio di Taranto
e Brindisi. Anche per questo, l’iter per
la sostituzione dei consiglieri camerali
rischia di rimanere incompiuto.
«Sono abituato ad esaltare le opposizioni
– dichiara Vito Lobasso, componente
della Giunta camerale e presidente di
Confesercenti Taranto – perché rappresentano
una forma di controllo dell’operato
delle maggioranze. Direi che sono
necessarie, quando vanno ad esaminare
eventuali inadempienze. In questo caso,
però, l’opposizione è stata sterile perchè
non ha mai presentato una mozione o
una proposta alternativa».

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