19 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2021 alle 18:07:39

Cronaca

​Morì dopo una caduta dal letto d’ospedale, infermiera​ nei guai

Le ipotesi della Procura di Taranto


Medici “prosciolti”, ma un’infermiera
no.

La Procura di Taranto ha “focalizzato” le responsabilità
sulla morte del sessantaquattrenne Antonio Pesce, di Palagianello,
entrato all’ospedale per problemi al cuore e morto per
una banale ed evitabile caduta dal letto: una vicenda che ha
destato profondo sconcerto.
L’uomo già affetto da cardiopatia dilatativa, il 15 dicembre
del 2016 si era presentato al pronto soccorso di Castellaneta
per “dispnea ingravescente”.

Dopo una consulenza cardiologica
con diagnosi di scompenso cardiaco congestizio era stato ricoverato in Cardiologia e sottoposto a una terapia che
aveva migliorato le sue condizioni. Alle 9 del 17 dicembre,
però, il paziente era stato trovato nella sua stanza “a tratti
disorientato”, e poi, alle 10.15, aveva accusato un’improvvisa
perdita di coscienza rovinando per terra dal letto dov’era seduto.
L’impatto con il capo contro il pavimento era stato tremendo:
il 64enne aveva riportato un violento trauma cranico
e facciale e dopo tre ore era deceduto, nonostante i tentativi
di salvarlo.

La tragedia aveva scosso i familiari i quali avevano presentato
un esposto ai carabinieri di Castellaneta e si era affidata,
attraverso il consulente personale Luigi Cisonna, a Studio
3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione
delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro a tutela
dei diritti dei cittadini che, per ottenere giustizia per i propri
assistiti, oltre che sul fronte penale, si è subito attivato anche
sul piano civile con l’Azienda Sanitaria per ottenere un risarcimento.

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