Cronaca

​Dimissioni alla Camera di Commercio? Nessun terremoto​

Il presidente Sportelli dopo l’addio di 5 consiglieri​


«Non è un “terremoto”. Dimettersi dal Consiglio
camerale è un diritto e questo non mette in crisi la Camera
di commercio che ha già avviato le procedure previste
dalla norma per reintegrare i seggi resisi vacanti. Non intendo,
dunque, avviare una polemica su quanto accaduto, ma certamente
non condivido le motivazioni che hanno portato i 5
componenti a lasciare, né posso condividerne la tempistica».
Così il presidente della Camera di Commercio di Taranto,
Luigi Sportelli, dopo le dimissioni di cinque
consiglieri camerali.

A lasciare il Consiglio camerale sono
stati Domenica Annicchiarico (presidente di Casartigiani
Taranto); Pietro De Padova (vicepresidente Cia Taranto);
Alfonso Cavallo (presidente di Coldiretti Taranto); Leonardo
Giangrande (presidente di Confcommercio Taranto); Angelo
Basile (presidente Federalberghi Taranto).
Oggi, sull’argomento, la presa di posizione del presidente
della Cdc di Taranto. «Tanto il Consiglio, quanto la Giunta
sono luoghi di confronto e mai è stata impedita l’espressione
del dissenso o la manifestazione di proposte diverse.

Questo
è un punto francamente incontestabile – afferma Sportelli.
L’Ente nel quale i consiglieri dovrebbero sedere per legge
senza vincolo di mandato –
vale a dire svincolati dagli
interessi datoriali delle
associazioni di categoria
che li hanno indicati (la
nomina è, poi, fatta dal
Presidente della Regione)
– è governato in modo
trasparente e le decisioni
vengono prese secondo
criteri di democrazia. Chi
è in disaccordo o in opposizione
porta il proprio
punto di vista, se ne è
capace. Ove non vi sia
l’unanimità, è il voto a
decidere, non la volontà
dei singoli. Non vedo cosa
vi sia di oscuro in questo
normale meccanismo e
non comprendo quando
questo tanto invocato confronto sia mancato. C’è, poi, da dire,
che quanto addotto in merito ad una visione “industrialista”
dello sviluppo economico provinciale appare a dir poco fantasioso.
Ma, si sa, “fa più rumore un albero che cade di una
foresta che cresce”.

La Camera di commercio si adopera da
anni, come è ben noto, a favore di tutti i comparti, soprattutto
in un’ottica di modifica profonda del paradigma di crescita
del nostro territorio. Innovazione, sviluppo sostenibile, economia
circolare sono i temi del nostro impegno e le linee
strategiche della nostra programmazione, con riguardo alla
quale ho visto, al massimo, astensioni da parte dei consiglieri
dimissionari che su questi temi non hanno mai presentato
alcuna proposta.Infine, come dicevo, la tempistica mi pare
improvvida. Come è noto, la Camera di commercio di Taranto
è nella delicata fase di accorpamento con quella di Brindisi,
in esito al completamento del processo di riforma del Sistema
camerale italiano. È una partita molto importante – conclude
Luigi Sportelli – che necessiterebbe di responsabilità, per i
due territori e per i settori economici rappresentati nei Consigli.

Queste improvvise dimissioni dagli Organi di governo,
peraltro comunicate ai media, ancor prima che alla Camera
e alla Regione, con toni apodittici e ai limiti dell’eroismo,
indeboliscono potenzialmente non tanto l’Ente – che, come
detto, sta provvedendo a ristabilire le normali condizioni di
rappresentanza, quanto, invece, i settori e le imprese di cui
quei consiglieri tanto si preoccupano».

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