Cronaca

​«Smascherato l’inganno del M5S. Di Maio venga a Taranto»​

La conferenza del Presidente della Provincia e dei sindaci


«Quello che sta accadendo
in queste ore svela una volta per
tutte l’inganno dei Cinquestelle. Hanno
costruito una campagna elettorale
sulla chiusura dell’Ilva, ora invece si
rivelano come primi sostenitori della
non chiusura dello stabilimento, ma
non sanno come uscirsene e si inventano
queste sceneggiate». Durissimo
il presidente della Provincia Martino
Tamburrano, che ieri mattina ha
preso parte a Palazzo di Città alla
conferenza stampa insieme ai sindaci
dei comuni dell’area di crisi: Statte,
Crispiano, Massafra, Montemesola,
Taranto. Conferenza convocata per
spiegare il no a partecipare alla riunione
al Mise col ministro Di Maio.

«Ora – dice Tamburrano a TarantoBuonasera
– la gente comincia a capire
il bluff di Di Maio. Purtroppo, però, i
danni che questa situazione rischia di
produrre sono incalcolabili. Dopo sei
anni non è cambiato nulla e ora che
le cose possono finalmente cambiare
si finisce per non decidere. Le stesse
associazioni devono confrontarsi col
territorio, non possono limitarsi a lanciare
qualche tweet e partecipare ad
assembleee come quella di stamattina
a Roma dove non si decide nulla».
Tamburrano ha ribadito il suo pensiero
sulla possibilità che l’industria
possa convivere con Taranto: «Se la
chiusura mi offre la stesse opportunità
in termini di occupazione e tutele,
allora non avrei problemi. Altrimenti,
resto convinto della necessità che vi
sia una industria ambientalizzata, che
impieghi tutte le persone che ci lavorano
attualmente e che sia pienamente
inserita nel tessuto sociale».

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco
di Montemesola, Vito Punzi: «Il
lavoro fatto finora non va vanificato.
Purtroppo ci troviamo di fronte ad un
governo che da un lato continua a fare
campagna elettorale, dall’altro distrae
dai problemi reali che andrebbero
affrontati. La legittimità degli atti riguarda gli enti preposti, non noi.
Se c’è una proposta migliorativa di
Arcelor Mittal, la si valuti nel rispetto
di quanto prevedono le norme. Non
c’è bisogno di fare tutta questa propaganda.
Sono convinto che lavoro,
tutela dell’ambiente e delle imprese
dell’indotto possano coesistere rispettando
contratti e procedure. Invece si
continua prendere tempo perché non
si sa cosa fare e questo atteggiamento
non tiene in alcun conto i lavoratori
che vivono nell’ansia quotidiana
dell’incertezza del proprio futuro. E
questa estenuante perdita di tempo
non rispetta neppure le esigenze di
tutela dell’ambiente e della salute».

Il sindaco di Statte, Francesco Andrioli,
si rivolge direttamente al
ministro Di Maio: «Deve venire a
Taranto – dichiara a TarantoBuonasera
– a mostrare ai lavoratori dell’Ilva
le propste di Arcelor Mittal. I vecchi
governi venivano qui almeno una
volta al mese a relazionare sulla vertenza
Ilva. Questi non si sono fatti
vedere neppure una volta e pensano
di supplire con queste convocazioni
plenarie che non servono a nulla e
alle quali riteniamo opportuno non
partecipare».
Alla conferenza che si è tenuta a
Palazzo di Città erano presenti, fra
gli altri, rappresentanti delle organizzazioni
sindacali e il presidente
di Confindustria Taranto, Vincenzo
Cesareo.

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