Cronaca

Ilva, ​il piano di Arcelor: diossina dimezzata​

Illustrate le proposte migliorative. Parchi chiusi entro 2020


Copertura dei parchi
minerari entro il 2020, con 18 mesi
di anticipo sulla scadenza prevista
nel precedente piano, aumento della
produzione solo a completamento
del piano ambientale, istituzione di
un centro di sviluppo e ricerca sui
materiali e sui processi produttivi,
giornate di “porte aperte” nelle
quali i cittadini potranno visitare
la fabbrica in un nuovo rapporto
di trasparenza tra Ilva e territorio,
giornate formative con i giornalisti.
Sono questi, in sintesi, i principali
elementi emersi dalla proposta
migliorativa che Arcelor Mittal ha
illustrato ieri mattina al Mise nell’incontro
convocato dal ministro Di
Maio e al quale hanno partecipato
oltre sessanta associazioni.

Nello specifico, il piano illustrato da
Arcelor Mittal prevede la riduzione
del 15% delle emissioni di CO2 per
tonnellata di acciaio liquido prodotto,
la riduzione del 30% delle polveri
e del 50% delle diossine. Sarà inoltre
ridotto l’utilizzo di acqua del 15%
entro il 2023.
«L’azienda – riferisce il Codacons,
che ha partecipato all’incontro – si
impegna inoltre per l’eliminazione
della formaldeide dai processi lavorativi,
in quanto sostanza cancerogena,
riduzione solfiti di idrogeno con
miglioramenti impianti desolforazione
entro 36 mesi, riduzione so2
di 350 tonnellate anno, copertura
superfici anche in ambito portuale
per captare acque di lavaggio e
impedirne confluenza in mare». Secondo
il Codacons, comunque queste
garanzie sono «ancora insufficienti».
L’associazione dei consumatori
«chiede che il Ministro Di Maio insista
per anticipare immediatamente
l’eliminazione dei parchi minerari e
per un passaggio più rapido e netto
dal carbone al gas». L’associazione
ribadisce poi la necessità di indagini
epidemiologiche sui giovani di
Taranto indennizzi per «le vittime
dell’Ilva».

Soddisfatto per la convocazione
dell’incontro il presidente della Regione,
Michele Emiliano: «Ci avevano
detto che il piano ambientale e il
piano occupazionale non si potevano
cambiare, altrimenti Mittal sarebbe
scappato via, e che stavamo rischiando
nel chiedere di più dal punto di
vista ambientale e occupazionale:
quindi non era vero, non è scappato
Mittal. È ancora qua, la fabbrica
gli interessa lo stesso e questo è un
punto molto importante. La seconda
questione è che dobbiamo adesso
guardare con attenzione l’offerta,
soprattutto quella ambientale. Io ho
una gerarchia chiara in testa: viene
prima la salute delle persone e poi
l’occupazione, gli interessi strategici
del Paese. Sono assolutamente felice
che tutte le organizzazioni tarantine
siano qui.

D’altra parte oggi non c’è
da prendere una decisione tecnica, ma si rendono trasparenti i dati sui
quali poi verrà presa la decisione dal
Ministro. Chiunque abbia pensato
che una riunione con tutti i cittadini
e le associazioni sia una mancanza di
rispetto verso le Istituzioni, evidentemente
ha un’idea delle Istituzioni
che io non riesco a capire».

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