25 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2022 alle 22:11:00

Cronaca

Ilva, ​«Il nodo è l’immunità penale per Arcelor»​

Le reazioni dopo il vertice a Roma


Legambiente «ritiene insufficienti le
integrazioni al piano ambientale dell’Ilva presentate
ieri mattina al Ministero dello Sviluppo economico
dal gruppo Arcelor Mittal, acquirente di tutti gli
impianti Ilva attualmente in amministrazione straordinaria.
Nonostante il giudizio dell’associazione
sia positivo sull’introduzione di alcuni punti». In
particolare, Legambiente «contesta il dato relativo
alla produzione che si intende realizzare a Taranto
dal ciclo integrale. Arcelor Mittal dichiara di voler
produrre 8 milioni di tonnellate annue di acciaio
dal ciclo integrale – commenta il presidente di Legambiente
Stefano Ciafani, intervenuto al tavolo
convocato dal ministro Di Maio – mentre riteniamo,
sulla base della valutazione del danno sanitario effettuata
da Arpa Puglia, che non si debbano superare
i 6 milioni di tonnellate come massima produzione
possibile senza rilevanti rischi per la salute.

Inoltre,
il gruppo si impegna a collaborare con Arpa e ASL
per effettuare annualmente la valutazione del danno
sanitario ma non dice nulla in merito alla valutazione
d’impatto preventiva che noi da tempo chiediamo».
Per la Ugl erano presenti il Segretario Confederale
Salvatore Muscarella, e il Segretario Nazionale
della Federazione Metalmeccanici Antonio Spera.
«Abbiamo preso atto delle dichiarazioni del Ministro
Di Maio in merito ai problemi procedurali
che hanno interessato l’assegnazione del bando alla
multinazionale dell’acciaio Arcelor Mittal, in attesa
di conoscere il parere dell’Avvocatura di Stato,
che confidiamo sia risolutivo di questa ulteriore vicenda» dichiarano i due sindacalisti.

«Nel merito
della questione ambientale, che lo stesso Ministro
ha ribadito essere al centro del suo lavoro in funzione
del rilancio dell’Ilva insieme alla tutela della
piena occupazione, dobbiamo ritenerci soddisfatti
nel notare che gli ulteriori passaggi richiesti dallo
stesso Ministero sono stati accolti nel piano illustrato
oggi dal responsabile dell’Ancelor Mittal» prosegue
Muscarella. «I tempi dei lavoratori, della cassa, delle
bonifiche ambientali, della sicurezza per chi opera
nello stabilimento, dell’indotto, non sono quelli di Di
Maio che probabilmente non ha le minime nozioni di
politica industriale»: lo dichiara la deputata tarantina
di Fratelli d’Italia Ylenja Lucaselli.
«Ognuno dei 267.402 cittadini che vivono nell’area di
crisi ambientale (Taranto, Massafra, Statte, Crispiano
e Montemesola) ha diritto di sapere cosa accadrà
all’Ilva e non si può attendere oltre». Così il sindaco
Fabrizio Quarto, al termine dell’incontro – al quale
ha partecipato – tenutosi a Roma ieri mattina presso
il Ministero dello Sviluppo Economico e presieduto
dal ministro Luigi Di Maio.

«È giunto il momento in
cui la politica – continua il sindaco – tutta la politica
smetta di fare strategie. E in particolare il Governo
assuma le proprie decisioni. E se la scelta o la strada
obbligata è Arcelor Mittal, allora Di Maio ha il dovere
di esplicitarlo senza ritardo». «Il piano ambientale e
occupazionale per il rilancio dell’acciaieria Ilva di Taranto,
acquistata oltre un anno fa dalla multinazionale
indiana ArcelorMittal, non può prescindere dal settore
agricolo che nella provincia costituisce un settore
trainante per il PIL regionale e annovera importanti
eccellenze ortofrutticole e vitivinicole». Così il presidente
della Copagri Puglia Tommaso Battista. «La
dichiarazione di Arcelor Mittal sull’immunita penale
fanno chiaramente comprendere che, senza i decreti
che hanno garantito tale norma, Arcelor Mittal non
accetterebbe di entrare nell’Ilva» nota l’associazione
PeaceLink. «Come volevasi dimostrare, il nuovo
Governo non sta mettendo in discussione nulla del
Piano Ambientale del suo predecessore: piuttosto,
lascia all’acquirente privato il ruolo di fare proposte
migliorative dell’accordo iniziale: incredibile!» critica
Mino Borraccino. «Nella serata di sabato 28 luglio
sul Viale del tramonto a Taranto, di fronte allo skyline
di una città ai piedi dell’Ilva, abbiamo voluto mandare
un messaggio al Governo e alla Città» dicono
i Verdi di Taranto.

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