31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 14:03:00

Cronaca

Di Maio, il giallo delle email

La Repubblica: il ministro aveva dato l’ok alle modifiche di Mittal


“Di Maio ed i suoi
più stretti collaboratori” erano
“perfettamente informati delle
modifiche apportate dall’acquirente
(ArcelorMittal) alla sua
proposta. Alcuni punti di quelle
modifiche, anzi, erano stati chiesti
a Mittal proprio dal governo attraverso
i tre commissari straordinari
che oggi guidano l’Ilva”.

Eppure,
in conferenza stampa, il ministro
per lo Sviluppo Economico riterrà “non ancora soddisfacenti” quelle
stesse proposte sul piano ambientale
ed occupazionale per l’Ilva
di Taranto. Il caso viene sollevato
oggi dal quotidiano La Repubblica
che di questo ennesimo capitolo
dell’affaire Ilva si occupa nelle
pagine nazionali. Il giornale diretto
da Mario Calabresi ripercorre
nel dettaglio i contatti tra la multinazionale
franco-indiana risultata
vincitrice della gara per l’acquisizione
della fabbrica tarantina ed i
vertici ministeriali e la struttura
commissariale, in modo particolare
il capo di gabinetto Vito Cozzoli
ed uno dei commissari Ilva,
Enrico Laghi, oltre all’avvocato
Giulio Angeloni dello studio di
Andrea Zoppini, il legale della
procedura straordinaria.
Scrive Repubblica: “Il 24 luglio
alle 9.22 il legale di Mittal, Giuseppe
Scassellati Sforzini dello
studio Cleary Gottlieb, invia ai
commissari e ai loro legali l’addendum
finale, che recepisce in
pieno le osservazioni, comunicando
anche l’accettazione delle
nuove misure tecniche (…) Il 25
luglio Di Maio incontra ancora al
ministero i vertici di Mittal in un
clima disteso.

Si decide che le proposte
di Mittal vengano presentate
alle parti al più presto. Da qui l’incontro
di lunedì scorso e la brusca
frenata – a favor di telecamere – rispetto
ad impegni di cui era già a
conoscenza”.
“Una strategia per prendere tempo?”
si chiede nell’articolo il giornalista
Francesco Manacorda.
“Possibile” continua nell’articolo
Manacorda, “visto che lo stesso
Di Maio ha chiesto all’Avvocatura
dello Stato di vedere se ci siano
aspetti della gara istruita dal governo
precedente che potrebbero
portare al suo annullamento. Peccato
che abbia incaricato di trovare
i possibili estremi per annullare
la gara allo stesso dirigente del
ministero che nei mesi scorsi ha
vigilato proprio sulla procedura
competitiva per l’acquisto dell’Ilva”.

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