27 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2020 alle 17:42:13

Cronaca

​Dimissioni alla Cdc, botta e risposta tra presidente e dissidenti​

Sportelli replica a Cavallo e De Padova


«Il futuro di Taranto e della sua provincia non può
continuare ad essere giocoforza legato solo ed esclusivamente
alla industria. Ho rassegnato le dimissioni dal consiglio della Camera
di Commercio, in rappresentanza delle imprese nel settore
agricolo e dalla presidenza di Subfor, perché sono venute meno
le ragioni di condivisione delle strategie di crescita del settore
agricolo, agroalimentare ed agroenergetico».

Dopo Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto, ieri è stato Pietro De Padova, presidente provinciale di Cia Agricoltori
Italiani Due Mari (Taranto-Brindisi), a spiegare le motivazioni
che lo hanno spinto a dimettersi dal consiglio della Camera
di Commercio assieme ai colleghi delle altre organizzazioni
agricole.
«In questi due anni, ho sostenuto le strategie camerali chiedendo
un cambio di rotta e auspicando più partecipazione alle politiche
del settore che rappresento – ha aggiunto De Padova. Le scelte
fatte in passato hanno limitato tantissimo le iniziative imprenditoriali,
poiché non è stato sostenuto il rischio d’impresa. Oggi ci
ritroviamo con dati negativi in diversi settori e con la scomparsa
di alcuni mestieri che, nel recente passato, hanno consentito a
tante persone di avere un lavoro autonomo e dignitoso – ha dichiarato
il presidente provinciale di Cia Due Mari. Gli unici dati
positivi sono quelli del settore primario, con agricoltura, pesca e
silvicoltura che incidono sul totale della ricchezza prodotta per il
5%, più del doppio della media del italiana, e con un numero di
addetti pari al 20% del totale.

Il governo camerale, nonostante
l’evidenza di quei dati, ha preferito restare sordo alle sollecitazioni
del mondo agricolo, ecco perché a distanza di due anni dalla
fiducia data al presidente della Camera di Commercio Sportelli,
ho preferito rassegnare le dimissioni, essendo venute meno le
ragioni per proseguire il percorso. Quello che sta accadendo in
queste ore alla Camera di Commercio di Taranto, a differenza
di ciò che si vuol far credere, non è solo un terremoto ma è un
vero e proprio tsunami. Pezzi importanti dell’economia di Taranto
e provincia hanno rassegnato le dimissioni dal consiglio
camerale. Sono decisioni motivate dalla diversità di visione
rispetto all’idea di sviluppo dell’economia del territorio declinata
dai vertici camerali, e dalla non condivisione del progetto prevalentemente
industrialista e poco attento alla diversificazione
economico-produttiva, che ha caratterizzato le politiche della
Camera di commercio».

Pronta la replica del presidente della Cdc di Taranto, Luigi
Sportelli. «Come ho già detto, intervengo davvero a malincuore
in merito alle infondate e strumentali critiche che vengono
mosse alla governance della Camera di commercio di Taranto
dai consiglieri dimessisi la scorsa settimana e, in particolare,
da Alfonso Cavallo e Pietro De Padova. In effetti, siamo ai
limiti del paradosso, considerato che Cavallo è stato sinora
componente della Giunta camerale proprio in rappresentanza
del comparto agricolo e quindi, delegato e direttamente impegnato
nel governo dell’Ente per la costruzione delle politica
economica a favore dell’agricoltura, e che De Padova, sempre
in rappresentanza dell’Agricoltura, è stato sinora addirittura il
Presidente del consiglio di amministrazione di Subfor, azienda
speciale della Camera di Commercio preposta proprio a quelle
attività di promozione del territorio che dicono non sono state
realizzate.

Sarebbe necessario – sottolinea Sportelli – un preliminare
esame di coscienza sul proprio operato e sulla propria
incapacità di svolgere ruoli importanti in una pubblica amministrazione,
prima di esprimere a mezzo stampa quelle che non
esito a definire banalità. Peraltro con modi e toni mutuati dalla
peggiore politica, mettendo su una vera e propria cabina di regia
finalizzata a delegittimare l’Ente attraverso comunicati “copia e
incolla” e la roboante ma vuota elencazione di desiderata che tali
restano se non si è in grado di concretizzarli in obiettivi e azioni.
Sia chiaro, prendiamo molto sul serio e condividiamo pienamente
un punto: agricoltura, agroalimentare, pesca e turismo sono,
come dice Cavallo, “componenti essenziali e fondamentali”,
così come lo sono – aggiungo – gli altri comparti rappresentati
nella Camera, cioè l’artigianato, l’industria, la cooperazione, le
professioni, il sindacato e i consumatori, i servizi e il commercio.

Gli Enti camerali funzionano proprio in questo modo: i comparti
sono tutti presenti in misura proporzionale alla loro rappresentatività
sul territorio. Lo ripeto, perché sembra proprio non sia
chiaro: i consiglieri sono nominati dal Presidente della Regione
sulla base delle designazioni pervenute dalle Associazioni di
categoria. Alcuni di essi, poi, sono eletti dal
Consiglio perché facciano parte della Giunta,
che è l’Organo di governo della Camera di
commercio. Nella nostra Giunta, il settore
agricolo è rappresentato da ben 2 consiglieri.
Essi hanno il compito di tutelare gli interessi
generali del loro comparto, proponendo progetti
e soluzioni, costruendo, appunto, le strategie
dell’Ente».
«Ora, gli ex consiglieri Cavallo e De Padova –
sulla cui poco assidua presenza nelle riunioni
degli Organi preferisco sorvolare – dovrebbero
dire quali proposte e progetti hanno portato
alla discussione e anche quando si sarebbero
opposti all’approvazione di un bilancio di previsione,
che è il principale atto camerale che
programma attività e risorse, manifestando il
dissenso che esprimono oggi».

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