15 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

​Ospedale Moscati, «Dopo il danno arriva la beffa»​

Chiude il punto di primo intervento e il circolo Pd attacca la Regione


«Dopo il danno la beffa. All’ospedale
“Moscati”, la Giunta regionale, dopo aver chiuso il
pronto soccorso, vuol chiudere anche il Punto di Primo
Intervento (21 mila accessi nell’anno 2017) per trasformarlo
in una modesta postazione medicalizzata».

Così
Michele Portacci, segretario del circolo Pd di Paolo
VI in riferimento all’annunciata chiusura di decine di
punti di primo intervento pugliesi.
«Questa ulteriore decisione è inaccettabile, perchè
penalizza ulteriormente i cittadini di Taranto e soprattutto
quelli del quartiere Paolo VI. La Regione Puglia
prevede nella nostra provincia di declassare i Posti
di Primo Intervento del Moscati, del San Marco di
Grottaglie, di Massafra e la sostanziale cancellazione
dei Ppi di Mottola e Ginosa. Il circolo Pd “G. Di Vittorio”
ha bocciato, già in passato, il Piano di riordino
ospedaliero – ricorda il segretario Portacci – che ha
penalizzato la sanità pubblica tarantina. Infatti tale
riordino prevedeva la chiusura dei pronto soccorso
dell’ospedale Moscati (Statte) e San Marco (Grottaglie)
trasformandoli in Punto di Primo Intervento. Il
piano ha previsto anche la chiusura di alcuni reparti
come cardiologia e punto nascite.

A seguito della manifestazione per la riapertura del pronto soccorso del
Moscati che ci ha visto presenti con tutta la segreteria
del circolo al fianco del comitato per un quartiere migliore
e altre associazioni della provincia, lo scorso 8
febbraio si è tenuto, presso l’auditorium dell’ospedale
Moscati, un incontro con il dott. Balzanelli – responsabile
della rete 118 -, il direttore generale della Asl
Taranto, Stefano Rossi, e rappresentanti istituzionali
tra cui l’onorevole Vico».
«Durante l’incontro, gli interventi dei dirigenti della
Asl, sono stati mirati a spiegare ai cittadini che il
punto di primo intervento del Moscati era un punto di
eccellenza dove ci si poteva recare tranquillamente e
ricevere assistenza qualificata. Con questa, ennesima,
sbagliata e inaccettabile decisione, la sanità ionica fa
un ulteriore passo indietro in danno della comunità.
Non condividendo la scelta fatta dalla Regione e con il
coraggio che ci ha sempre contraddistinto e scevri da
ogni sudditanza politica – concludono dal circolo Pd di
Paolo VI – continuiamo ad essere al fianco dei cittadini
rivendicando una sanità pubblica con la S maiuscola
per questo territorio già martoriato e riconosciuto come
area di emergenza sanitaria».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche