Cronaca

​Castello, tutti in coda: 70mila visitatori in 7 mesi​

​Il Castello Aragonese nel 2017 è stato riconosciuto come secondo sito storico - archeologico della regione ​


Anche quest’anno il Castello Aragonese di
Taranto continua a riscuotere un grandissimo successo tra
le mete turistiche pugliesi, con circa 70.000 visitatori dal 1
gennaio 2018 ad oggi.
Il Castello Aragonese nel 2017 è stato riconosciuto come
secondo sito storico – archeologico della regione per aver
raggiunto, nell’arco dell’intero anno, circa 117.000 visitatori
di cui circa 30.000 tarantini, circa 69.000 provenienti da tutta
Italia e quasi 18.000 dal resto del mondo. In totale dal 2005,
anno dell’apertura al pubblico, il Castello ha visto passare
attraverso le sue antiche sale più di 760.000 persone.

La struttura risulta inoltre al quarto posto, ad oggi, tra i
“Luoghi del cuore” nella votazione on-line della speciale
graduatoria dei siti da valorizzare, promossa dal Fai.
«La Marina Militare condivide con il Fai l’amore per la
storia del nostro Paese e per la tutela dei siti storici – si
legge in una nota. Con le navi e suoi equipaggi promuove
la consapevolezza dell’importanza del mare per il nostro
Paese, perché ora come nel passato, il benessere e il progresso
della nostra nazione dipendono dal mare, dal suo rispetto,
la sua tutela e la valorizzazione. Il mare racchiude il segreto
della nostra origine, accarezza e protegge importanti cimeli
immersi della nostra storia e ci può svelare i segreti del
nostro futuro».

Con la sua forma quadrangolare il Castello Aragonese di
Taranto occupa l’estremo angolo dell’isola su cui sorge
il centro storico della città, forma modificata negli anni.
Inizialmente era solo una “Rocca” fatta da torri alte e
strette e solo nel 1486 l’architetto militare, “Francesco di
Giorgio Martini”, ebbe l’incarico di ampliare il castello
conferendogli la forma che oggi possiamo ammirare. Nel
corso degli anni la struttura venne rafforzata con nuove torri
ed il suo impiego cambiò passando da struttura militare per
la difesa a dura prigione fino al 1887, anno in cui il castello
torna ad essere sede militare e più precisamente della Marina
Militare. Nella sua storia si ricorda la lunga prigionia del
Conte di Montecristo, primo generale di colore della storia,
ispirazione dell’omonimo romanzo.

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