21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca

Marò in aula a Kollam. Da Roma pronte 1.000 cartoline: “Tornate”


TARANTO – Torna d’attualità la vicenda dei due marò pugliesi bloccati in India dall’inizio dell’anno. In attesa della decisione dell’alta corte di Nuova Delhi sul destino dei due fucilieri di Marina, il tarantino Massimiliano La Torre ed il barese Salvatore Girone, Roma capitale e l’Unsi (unione italiana sottoufficiali italiani) hanno lanciato l’iniziativa di solidarietà nei confronti dei due militari “Mille cartoline per i marò”. Con l’iniziativa, presentata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e dal vicepresidente Unsi, Salvatore Scalia, si chiede ai cittadini di donare e inviare una cartolina di sostegno ai due militari. La cartolina, che già è indirizzata al consolato italiano in India, riporta una foto del Campidoglio e la firma di Alemanno con la scritta “vi aspettiamo”.

Dietro c’è uno spazio bianco dove scrivere il proprio pensiero e lo spazio per il francobollo da un euro e sessanta. Le cartoline potranno essere spedite da chiunque e saranno donate dall’Unsi. “La decisione dell’alta corte è stata spostata a fine mese – ha spiegato Alemanno – abbiamo, quindi, venti giorni di attesa che non devono essere giorni silenziosi. Si deve far sentire l’Italia, con gli organi istituzionali, e si deve far sentire il popolo. Questo è il senso di questa iniziativa. Far vedere che gli italiani dimostrano solidarietà umana ai nostri due marò per una detenzione ingiusta. In più ci sono altri due motivi per chiederne la liberazione: il primo è che non deve passare l’idea che chi svolge un ruolo simile in giro per il mondo, soprattutto in teatri difficili, non sia adeguatamente tutelato. E poi per il prestigio internazionale dell’Italia che in passato ha subito situazioni poco accettabili. Noi non abbiamo mai trattenuto militari di altri paesi, anche di fronte a fatti drammatici. Non possiamo ammettere che non ci sia un principio di reciprocità”. “Ho detto all’ambasciatore che i tempi della decisione della Corte suprema indiana sui marò italiani arrestati in India stanno superando i limiti della nostra sopportazione”. Così l’ex ministro della Difesa Ignazio La Russa ha sintetizzato in poche battute l’incontro di ieri con l’ambasciatore indiano in Italia, Shri Debabrata Saha. Nelle stesse ore in cui l’ambasciatore riceveva La Russa un tribunale dello Stato indiano meridionale del Kerala rinviava nuovamente di due settimane il processo di primo grado nei confronti dei marò, prendendo atto che presso la Corte Suprema di Nuova Delhi è pendente la pubblicazione di una sentenza riguardante il tema di fondo della giurisdizione da applicare al caso. Così, dopo aver ascoltato le ragioni dei legali delle parti, il giudice P.D. Rajan del tribunale di Kollam ha rinviato la seduta ad oggi, per la ripresa del processo. La vicenda che coinvolge i due militari, quindi, al momento pare ancora lontana da una soluzione. Il caso sta tenendo in apprensione non solo i loro amici e familiari, ma l’intera opinione pubblica che si è mobilitata per i due militari.

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