17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

​Rifiuti plastici dati alle fiamme, quattro persone finiscono nei guai

Separavano i rifiuti per rivenderne una parte e dare fuoco ai residui non utilizzabili


I Carabinieri Forestali della Stazione di Martina Franca, durante un servizio di prevenzione antincendio boschivo in agro del Comune di Crispiano, in località Tumarola, allertati dall’avvistamento di una intensa colonna di fumo nero, si sono recati sul posto per accertarne la natura.

Giunti sul sito di una cava in disuso, hanno sorpreso alcune persone intente a maneggiare rifiuti speciali costituti da teli e tubi in plastica utilizzati in agricoltura, alcuni dei quali venivano anche dati alle fiamme. I militari hanno così constatato la presenza di circa 40 metri cubi di tali rifiuti speciali accatastati: nella cava, quattro persone – tre uomini ed una donna– organizzati come una vera e propria catena di montaggio, smistavano e selezionavano rifiuti da avviare verso qualche mercato illecito, dando alle fiamme la restante parte non riutilizzabile.

Pertanto, dopo aver informato il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Taranto, i carabinieri forestali hanno provveduto immediatamente a porre sotto sequestro l’area e gli stessi cumuli di rifiuti, oltre ad un autocarro utilizzato per l’attività illecita, nonché a denunciare i quattro responsabili.

Le attività illecite compiute dai quattro prevedono pene da due a cinque anni di reclusione, oltre alla confisca del terreno e dell’autocarro oggetto di sequestro.

Lo scopo di tali condotte era verosimilmente quello di evitare i costi di smaltimento tramite le procedure lecite e nel contempo creare un profitto dalla vendita di tale rifiuto speciale, creando però un considerevole pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente.

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