Cronaca

​Ciavarelli-Salvini, botta e risposta su Nave Diciotti​

​Polemica tra il delegato Cocer originario di Taranto ed il ministro dell’Interno​


«Il disagio o l’imbarazzo è del personale
della Guardia Costiera che vede una propria
nave militare non poter entrare per giorni in un
porto nazionale senza comprenderne il motivo.
Porti che sono comandati dagli stessi ufficiali della
Guardia Costiera». Così il tarantino Antonello
Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia Costiera,
in riferimento al caso Nave Diciotti, bloccata nel
porto di Catania con 150 migranti a bordo (dopo
lo sbarco di ieri dei 27 minori non accompagnati).

Nei giorni scorsi, in una intervista rilasciata
al Corriere della Sera, il primo luogotenente
Ciavarelli aveva definito il caso «incomprensibile e
imbarazzante. Noi militari ovviamente obbediamo
al Governo, però ci aspettiamo anche una politica
più risoluta nel dare disposizioni».
Immediata la replica del ministro dell’Interno,
Matteo Salvini, che su twitter ha scritto: «Dopo
che il Pd e la sinistra hanno lasciato che l’Italia
venisse invasa da più di 700mila immigrati quello
“imbarazzante” sarei io? Roba da matti».
A stretto giro di posta, quindi, la controreplica
di Antonello Ciavarelli che oggi spiega: «come
persona e tanto meno come delegato Cocer non
mi sono mai permesso di giudicare nessuno figuriamoci un ministro della Repubblica. Il disagio
o l’imbarazzo, come credo di aver chiaramente
detto, è del personale della Guardia Costiera che
vede una propria nave militare (cioè territorio
italiano) non poter entrare per giorni in un porto
nazionale senza comprenderne il motivo. Porti che
sono comandati dagli stessi ufficiali della Guardia
Costiera. Viceversa a più riprese, ho affermato la
personale convinzione che il ministro è pienamente
consapevole della grande professionalità
dei “guardia coste”.

So bene che siamo apprezzati,
non solo come soccorritori, ma anche e soprattutto
come Ufficiali e agenti di polizia giudiziaria. Una
conoscenza – sottolinea il delegato Cocer – derivata
da rapporti anche informali con tanti di noi che lo
hanno portato anche ad indossare la maglia della
Guardia Costiera in pubblico e far visita al comando
generale la scorsa legislatura su informale
iniziativa mia e di alcuni delegati Rappresentanza
Militare. Spero che la situazione sia chiarita e che
sia l’occasione affinché il Ministro Salvini incontri
al più presto le rappresentanze militari per un confronto
e un approfondimento sulle nostre funzioni
e dipendenze».
Intanto, sempre sul caso Diciotti, si registra l’intervento
di un altro tarantino: Armando Spataro. Il
procuratore di Torino, intervistato da La Stampa
ha dichiarato: «Non si possono vietare gli sbarchi
dei migranti e chi guida il Paese non può dare
messaggi sbagliati». Secondo il magistrato «una
cosa è certa: nel nostro sistema vige l’obbligatorietà
dell’azione penale, sicché si deve indagare al di là
della reazione politica. Vedremo chi finirà indagato.
Quanto alle frasi ad effetto o da tweet non
le commento: è uno stile che non mi appartiene».

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