Cronaca

Esplosione in raffineria. Rapporto in Procura


TARANTO – Ispettori dello Spesal in raffineria, per stilare un rapporto da ‘girare’ poi in Procura. Sono gli sviluppi di stamattina nel grave incidente verificatosi ieri pomeriggio all’Eni. “Alle 15, durante le fasi di installazione di alcuni tratti di tubazione nell’area movimen-tazione della Raffineria Eni di Taranto, si è verificato un principio di incendio, domato in 15 minuti circa dalle squadre aziendali dei vigili del fuoco. Due operatori dell’impresa meccanica incaricata delle fasi di montaggio hanno subito ustioni non gravi che hanno necessitato di un intervento medico. L’evento non è associato ad alcun cedimento strutturale ed ha interessato una porzione limitata della platea tubazioni dell’area movimentazione. E’ in corso un’indagine interna per verificare le cause all’origine dell’evento. L’assetto del sito non ha subito ripercussioni, per cui la Raffineria è regolarmente in marcia”.

Questa la nota arrivata ieri sera dall’azienda. Oggi hanno fatto sentire la loro voce i sindacati: “Alla luce di quanto è accaduto nella giornata di ieri in raffineria, è doveroso da parte delle Rsu Uilm prima di ogni cosa esprimere vicinanza e solidarietà ai due lavoratori infortunati, coinvolti nell’incidente, rendendoci disponibili a sostenerli e coadiuvarli con ogni mezzo a nostra disposizione (…) E’ bene che tutti i lavoratori siano informati se nel corso d’opera lavorativo, pur attenendosi a procedure di sicurezza da sempre attuate nelle esecuzioni delle manutenzioni ordinarie e straordinarie all’interno del sito in questione, sono intervenute anomalie intercettabili alla fonte, oppure se le anomalie scaturiscono da scenari diversi da imputare ad altro tipo di situazioni” scrivono i metalmeccanici della Uil. E proprio sulla sicurezza dei materiali utilizzati dai due lavoratori – le cui condizioni sono definite “serie”, ma che non sarebbero in pericolo di vita – stanno lavorando gli uomini dello Spesal che stamattina hanno varcato, di nuovo, le porte della grande raffineria che incombe alle porte di Taranto. “No agli appalti al massimo ribasso” è invece la richiesta che viene dai Cobas che annunciano un esposto e preannunciano “iniziative di lotta”. Solo pochi giorni fa un imprenditore ed un capocantiere di una ditta dell’appalto sono stati condannati per una morte bianca nello stabilimento tarantino dell’Eni.

Giovanni Di Meo

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