Cronaca

Taranto, la città dei ponti e le loro storie

Una delle caratteristiche più note del capoluogo ionico


La tragedia del Ponte Morandi a Genova ha portato
alla ribalta i tanti ponti della nazione con le relative preoccupazioni
per le loro staticità. Taranto ne ha diversi di ponti e pertanto abbiamo
chiesto al prof. Antonio Fornaro di tracciarci un breve profilo
storico di essi. Riportiamo di seguito la nota che ci ha trasmesso.

Taranto quest’anno festeggia il sessantesimo compleanno del suo
secondo Ponte Girevole ed è giusto ricordare ai nostri lettori che
cosa accadeva in Italia nel 1958.
Domenico Modugno vinceva il Festival di Sanremo con la canzone
“Nel Blu dipinto di Blu” ed il ciclista Ercole Baldini diventava
campione del mondo. I milanesi esultavano per il loro Pirellone
che, con i suoi 127 metri di altezza risultava essere il più alto della
città. La legge Merlìn chiudeva in Italia 717 case di tolleranza,
meglio note con il nome di prostituzione. Moriva Pio XII e gli
succedeva Papa Roncalli con il nome di Giovanni XXIII, il Papa
definito buono dai cattolici ed il Papa del Concilio Ecumenico
Vaticano II.

A Taranto lo stipendio medio era di 43mila lire mensili, un chilo
di pane costava 140 lire ed un litro di latte 90. In campo calcistico
il Taranto militava in serie B e si piazzò all’undicesimo posto.
Questo il quadro generale della situazione, ma vediamo un pò di
fare il punto su ciò che ci è stato richiesto.
La storia di Taranto di ieri ed oggi ha dovuto vivere servendosi
un pò come il pane sia del Ponte Girevole che di quello di Porta
Napoli perchè entrambi hanno sempre collegato tra loro Porta
Napoli, la città antica ed il Borgo Umbertino. Ancora prima però
sembrerebbe che Annibale avesse costruito un ponte con le pelli
di animali laddove sorge il Ponte Girevole. A guardia dei due
ponti stavano le due porte di Taranto che furono abbattute nella
seconda metà dell’Ottocento, si tratta di Porta Lecce o “grande”
o “de fòre” e di Porta Napoli o Ponte della piazza Grande.

Bella, lunga ed interessante è la storia dei due Ponti Girevoli. Sotto
e sopra il primo hanno transitato principi, re, Arcivescovi, Capi
di Stato, personalità celebri di ogni campo, semplici lavoratori e
le persone defunte che abitavano nel Borgo Umbertino.
Sul Ponte Girevole le madri tarantine portavano il loro bimbo prima
del battesimo facendo un rito scaramantico per tenerlo lontano
da ogni invidia e sventura. Dal Ponte Girevole le nostre donne
hanno visto volare cappellini e saltare tacchi di scarpe. Per qualche
decennio sotto il Ponte Girevole passano anche coppie di sposi.

Il primo Ponte Girevole ne ha visti però di fatti luttuosi come le
due guerre mondiali e la “Notte di Taranto” tra l’11 ed il 12 novembre
1940. Ricordo anche quando arrivavano le navi americane
e la vigilanza statunitense proibiva ai militari di andare nella città
antica; i più felici erano i ragazzi perchè chiedevano ai militari
americani sigarette e gomme da masticare. Ricordiamo che negli
ultimi tempi per diversi anni furono messi dagli innamorati i
lucchetti come sul Ponte Milvio a Roma ma furono tolti perchè
intaccati dalla ruggine.
Fornaro, prima di passare in rassegna la breve storia dei cinque
ponti, ricorda il personaggio popolare tarantino Giovanni Conte,
trainiere ed il suo fedele compagno, un asinello, che lui chiamava
col nome di Franco. Un giorno l’asinello puntò i piedi a terra sul
Ponte Girevole e si beccò colpi di frusta, si mise a camminare
solo dopo che un Ufficiale di Marina gli aveva sussurrato qualcosa
nell’orecchio. Fu allora che il trainiere, rivolto al somaro disse:
“Non sapevo che tra i tuoi parenti ci fosse anche un Ufficiale di
Marina!”

Di seguito ricordo brevi momenti storici dei cinque
ponti. Quello Girevole, il ponte di pietra, il ponte della Ferrovia,
il ponte di Punta Penna ed il viadotto cavalcavia di Porta Napoli.
Fornaro ricorda che il primo ponte Girevole servì Taranto per
settant’anni dal 1887 al 1957.
Si chiamava Umberto come il Re e Cataldo come il patrono della
città. Quello di Taranto non è il solo Ponte Girevole nel mondo.
Infatti altri ponti girevoli simili si trovano a Brest, sul Reno ed a
Marsiglia. Il vecchio Ponte Girevole costò 4 milioni e 200 mila
lire.

Sul vecchio Ponte Girevole il 15 novembre 1922 transitò mons.
Angelo Roncalli che poi diventò Papa con il nome di Giovanni
XXIII ed oggi è Santo. L’attuale Ponte Girevole fu inaugurato il
10 marzo 1958 dal Presidente della Repubblica Gronchi, è lungo
trenta metri, largo dieci, è alto 13 metri sul livello del mare. Fu
chiuso per riparazioni nel 1984, costò 400 milioni di lire e su di
esso transitarono i Pontefici Giovanni Paolo II nel settembre 1989
e Paolo VI alla vigilia di Natale del 1968, oggi entrambi Santi.
Il nostro Ponte Girevole è intitolato a San Francesco di Paola. Il
Ponte di Punta Penna fu inaugurato il 30 luglio 1977 e successivamente
intitolato ad Aldo Moro. Costò ben 41 miliardi di lire. E’
lungo 1907 metri, largo 27, 50 metri ed alto 45 metri sul livello del
mare.Le notizie relative al Ponte della Ferrovia che collega Porta
Napoli ai Tamburi sono poche ma sempre interessanti, infatti fu
costruito nel 1910 e conserva tra i detriti poi cementificati l’ultimo
serbatoio dell’acquedotto del Triglio.

Il Comitato qualità per la
vita ha chiesto al Comune di intitolare questo
ponte a Papa Giovanni Paolo II. L’attuale Ponte
di Pietra è intitolato a S.Egidio e fu costruito
in nove anni dopo il crollo del 1883 dovuto ad
una alluvione di metà settembre. Il vecchio
ponte crollato si trovava nella direzione dell’ex
ristorante “Il Gambero” e fu fatto costruire da
Niceforo Foca nel 968.
Le notizie relative al viadotto cavalcavia sulla
strada per Bari e Reggio Calabria sono state
fornite dallo storico ricercatore tarantino Cataldo
Sferra. Il Comitato qualità per la vita
propone che il ponte sia intitolato alla Madonna
di Costantinopoli. Il viadotto fu inaugurato il 2
ottobre 1963 da Codacci Pisanelli, fu costruito
in 110 giorni, è lungo 700 metri, largo 16, alto
12, ha quattro corsie e costò 470 milioni di lire.

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