18 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Giugno 2021 alle 18:23:13

Cronaca

​Tre agenti aggrediti in carcere​

L'allarme della Cgil


Ennesima aggressione ai
danni della Polizia penitenziaria.

“Nella mattinata del 9 aprile scorso all’interno
della casa circondariale di Taranto si
è nuovamente rischiato una tragedia- scrive
la Fp Cgil- infatti, tre agenti sono stati
aggrediti da un detenuto straniero con calci
e pugni e sono stati costretti a ricorrere
alle cure dei sanitari dell’ospedale di Taranto
riportando lesioni con prognosi dai
sette a dieci giorni. Il personale di polizia
penitenziaria operante in quel momento
è riuscito con estrema difficoltà a porre
fine alla violenza e riportare la calma
all’interno dell’Istituto. Nonostante le esigue
risorse umane- sottolineano Cosimo
Sardelli e Lorenzo Caldaralo- gli agenti
in servizio sono riusciti ad evitare che
l’insano gesto potesse avere conseguenze
peggiori.

Tutto ciò è frutto della scelta
scellerata dell’amministrazione centrale
e del Ministero di ridurre le piante organiche
in tutti gli istituti d’Italia, specialmente
in quello tarantino, determinando
grossi problemi di sicurezza all’interno
degli istituti penitenziari.
Le condizioni di lavoro della Polizia Penitenziaria
presso la Casa Circondariale
di Taranto sono ormai divenute insostenibili
e molto difficili, turni di lavoro di
otto ore anziché delle si previste, modello
organizzativo del personale inappropriato
a garantire i livelli minimi di sicurezza
ed il rispetto delle norme contrattuali.
Il personale attende un cambiamento
radicale ma sembra ormai una chimera.
Questo ennesimo episodio di violenza,
non può passare nuovamente inosservato,
perchè è la conferma di quanto da tempo
la Fp Cgil Taranto sta denunciando a tutti
gli organi competenti senza aver nessuna
forma di riscontro.

Nell’esprimere la nostra solidarietà agli
operatori di Polizia Penitenziaria, ribadiamo
con forza che non ci accontentiamo
più delle generiche attestazione di stima
e solidarietà da parte degli organi di governo
dell’Amministrazione, pretendiamo
risposte fattive e concrete perchè la misura
è colma e la situazione è inaccettabile per
un paese civile e democratico”.

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