18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

Cronaca

​Case dei Tamburi, appello al Governo​

Immobili deprezzati, approvata la mozione di Borraccino


«Solo poche centinaia di metri separano
i cittadini del quartiere Tamburi dallo stabilimento
Ilva di Taranto, e questo risarcimento è quanto meno
doveroso da parte del Governo per gli abitanti del
quartiere già alle prese quotidianamente con i disagi
che comporta la grande
industria di Taranto».

Il consigliere regionale
di Sinistra Italiana, Mino
Borraccino, esprime soddis-fazione
per l’approvazione
all’unanimità della
sua mozione sul deprezzamento
degli immobili
di Taranto/Tamburi.
«Il diritto al risarcimento
per i danni subiti agli
immobili, provocati dalla
grande industria, ai cittadini
di Taranto, è stato
sancito con l’approvazione
all’unanimità della mozione
presentata lo scorso
dicembre. Così a tutela dei
cittadini, con la nostra mozione, si potrà compensare
ad una delle innumerevoli mancanze che il Governo
nazionale con le sue deroghe ha sinora adottato per
il “caso Ilva”.

Dopo che anche una sentenza della
Corte d’Appello di Lecce il 12 maggio 2017 aveva condannato l’ex direttore dell’Ilva di Taranto ed i suoi
eredi al pagamento di 11.104,32 euro ad un cittadino
proprietario di un appartamento del quartiere Tamburi,
per i gravi danni riportati all’immobile a causa
delle polveri dell’industri, anche gli altri cittadini
dovranno poter beneficiare
dei risarcimento,
poichè si tratta di ingenti
compromissioni che i
proprietari di immobili
hanno subito e subiscono
alle loro abitazioni a
causa dell’aggressività
delle sostanze presenti
nell’aria in quella zona».

«La Regione Puglia, dunque
– sottolinea Borraccino
– interverrà sul
Governo nazionale, affinché
vengano concretamente
risarciti finalmente
i proprietari di questi
immobili. Solo poche
centinaia di metri separano
i cittadini del quartiere Tamburi dallo stabilimento
Ilva di Taranto, e questo risarcimento è quanto meno
doveroso da parte del Governo per gli abitanti del
quartiere già alle prese quotidianamente con i disagi
che comporta la grande industria di Taranto».

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