25 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Novembre 2020 alle 16:34:55

Cronaca

​Ilva, esplode la rabbia dell’indotto: pronti a bloccare tutto​

L’assemblea degli autotrasportatori: situazione al collasso


Martedì nella sede di Casartigiani
in Via Regina Elena aTaranto, si è
riunito il direttivo della sezione Autotrasportatori,
presieduta da Giacinto Fallone.

Al primo punto dell’ordine del giorno
si è discusso della grave situazione in cui
versa l’Ilva, che “ad horas non ha provveduto
al pagamento delle fatture di autotrasporto
relative ai mesi di dicembre e
gennaio già scaduti, che non assegna alle
imprese tarantine in egual misura il poco
prodotto disponibile, che risulta essere
o un surplus delle navi, che trasportano
prodotti che producono lavoro ai colleghi
del nord, sottraendolo a noi, o assegna
prodotti sotto peso a cui non viene
riconusciuto il minimo tassabile , con un
danno gia in partenza di 150 o 200 euro…

Registrando che questa pratica di assegnazione
Ilva riguarda solo una parte
delle imprese” si legge in una nota.
“Chiediamo pertanto con forza che entro
48 ore ci vengano saldate tutte le
fatture scadute, che quelle future abbiano
scadenze a 30 gg . Anche in virtù di
un futuro incerto, per cui non possiamo
pensare di accollarci altri crediti inesigibili.
I nostri ricarichi non ci permettono
di continuare a sostenere e pagare i costi
di carburante, autostradali, dipendenti e
quantro altro necessario per rendere vive
ed operative le nostre aziende.

Oltre alla
revisione delle quote di assegnazione
spedizione che rispettino le aziende tarantine.
Se non riceveremo nei suddetti
tempi ristretti, le risposte ai quesiti improrogabili,
saremo costretti a concretizzare
la ns protesta con il blocco di tutte
le portinerie d’accesso, impedendo totalmente
tutte le entrate, le uscite di prodotti
e quanto necessario al ciclo vitale
produttivo” dichiara Giacinto Fallone,
presidente Sna Casartigiani Taranto Sezione
Autotrasporti (nella foto a destra).
Oggi intanto in occasione dell’incontro
sull’Ilva al Mise fra sindacati, azienda,
amministrazione straordinaria e il viceministro
Teresa Bellanova, le stesse organizzazioni
dei lavoratori continuano a
sperare di «entrare nel merito».

«Con l’azienda ci vediamo e rivediamo
da sei mesi ma dire che c’è una trattativa
in corso non corrisponde a verità» dice il
segretario generale della Fiom Francesca
Re David prima di entrare nel palazzo
del Ministero dello Sviluppo Economico.
«Speriamo che ci siano elementi per
andare avanti nel merito, perché per firmare
quel che è già stato firmato non c’è
bisogno del sindacato» conclude il leader
della Fiom. Per il segretario generale
della Uilm Rocco Palombella: «Bisogna
cominciare finalmente a chiarirci con ArcelorMittal,
l’azienda deve parlare chiaro
perché ci sono temi per noi indisponibili.
I numeri, innanzitutto devono essere
14.000 più l’indotto.
Quindi non vanno bene nè gli 8.000 che
voleva l’azienda nè i 10.000 di cui parla
il Governo. Deve essere ribadito che con
il passaggio da Ilva in amministrazione
straordinaria ad Am Investco i dipendenti
non saranno riassunti con il Jobs Act,
ma manterranno i loro contratti e l’anzianità».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche