20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 06:40:48

Cronaca

​La parola d’ordine: riqualificazione​

Confartigianato: «La sfida è puntare sulla rigenerazione urbana»


Un settore in crisi con
qualch etimido segnale di ripresa. La sfida,
ora è quelal della riqualificaizone dell’esistente.
Questo, almeno, è il messaggio
della Anaepa, la confederazione edili di
Confartigianato.
«Il settore delle costruzioni – afferma la
Confartigianato – è un “motore” sempre
acceso, ma purtroppo al minimo, e va
alimentato con il carburante della fiducia».

Nella provincia di Taranto, «il “tasso di
artigianalità” di questo settore economico
sembra resistere con estrema difficoltà in
un decennio di forte crisi che ha colpito
con durezza segnando con un calo di oltre
il 10% delle aziende artigiane e la perdita
di migliaia di posti di lavoro in tutta la
filiera negli ultimi dieci anni».
«Oggi – scrive l’organizzazione di categoria
– la situazione sembra leggermente
diversa e se non possiamo parlare di vera
e propria ripresa, si riesce almeno a registrare
qualche debole segnale positivo
che ci aiuta ad investire in fiducia. Ma
ognuno deve fare la sua parte, e quindi
è il momento che le istituzioni e le forze
politiche inizino a condividere una priorità
che da tempo additiamo come determinante:
quella della riqualificazione del nostro
patrimonio edilizio, sia esso pubblico o
privato, residenziale o produttivo».

«Grazie anche alla politica nazionale delle
detrazioni fiscali – spiega Confartigianato
– gli interventi di recupero alimentano già
oggi il 70% circa del mercato e si tratta
di un ambito in cui la flessibilità, le competenze
e la prossimità al cliente espresse
dagli artigiani e dalle piccole imprese
danno loro un vantaggio competitivo. Ma
potrebbe non durare ancora per molto tempo
se non aiuteremo i nostri imprenditori
a cambiare modello, a giocare in rete la
sfida di una “edilizia 4.0” costretta a fare i
conti con scenari, anche sociali e culturali,
in vorticoso cambiamento».

L’appello: «Le nostre istituzioni locali devono
intervenire con decisione, nonostante
le ristrettezze dei bilanci pubblici, ma
soprattutto devono accettare il confronto
collegiale con le nostre associazioni, i
professionisti e i sindacati dei lavoratori.
E, cosa ancora più importante, si deve
comprendere che l’efficacia e la snellezza
delle procedure burocratiche valgono
quanto e più delle risorse in vista di un
rilancio concreto dell’edilizia e dei settori
collegati. Il nostro obiettivo strategico è
quindi la “riqualificazione”, variamente
declinata come rigenerazione energetica
e statica degli edifici, così come di agglomerati
più complessi. È questo il terreno su
cui si può giocare una vera ripresa, coniugando
obiettivi di rigenerazione urbana,
messa in sicurezza, innovazione, anche nel
settore delle costruzioni, può conseguire,
a patto che le imprese, le loro organizzazioni
e tutti gli attori coinvolti sappiano
reinterpretare tempestivamente il proprio
ruolo, con lungimiranza e intelligenza».

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