21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 07:06:02

Cronaca

​L’inspiegabile dietrofront sulle Vie Francigene​

Il consigliere Liviano attacca il prof. Tedeschi


«Non vorremmo che le scelte
politiche avessero il potere di cambiare
la storia. Se così fosse allora diventerebbe
di facile lettura la risposta negativa che il
presidente dell’Associazione europea delle
vie Francigene, Massimo Tedeschi, ha
fornito, richiestone, all’assessore regionale
all’Industria culturale e turistica circa l’inclusione
di Taranto nel percorso delle vie
Francigene».

Attacca a testa bassa Gianni Liviano,
consigliere regionale del gruppo Misto,
e nel mirino mette Massimo Tedeschi,
presidente dell’Associazione europea delle
vie Francigene, tanto più che lo stesso
Tedeschi «in almeno tre occasioni è stato
ospite di altrettante mie iniziative in cui si
è dibattuto, appunto, dei cammini e delle
vie Francigene e nel corso delle quali ha
ribadito come la storia collochi Taranto a
pieno titolo all’interno del percorso».

Tutto prende spunto dalla risposta che l’assessore
Loredana Capone ha fornito all’interrogazione
presentata tempo fa dal consigliere
Liviano proprio sull’inserimento di
Taranto nel cammino delle vie Francigene.
Un’interrogazione molto dettagliata che si
rifaceva a documenti storici e ad un’attenta
bibliografia che legittimavano la candidatura
di Taranto e con la quale si chiedeva
alla Giunta se intendesse rivedere il protocollo
d’intesa sottoscritto con l’Associazione
europea delle Vie Francigene
ottemperando così alla volontà espressa
esplicitamente dal Consiglio regionale (che
aveva approvato all’unanimità la mozione
presentata sempre da Liviano) inserendo
Taranto e l’area jonica nel percorso degli
itinerari culturali del Consiglio d’Europa e
riconoscendo di interesse regionale il suo
innegabile e consistente patrimonio di valore
storico-artistico-culturale e religioso.

Adesso, invece, giunge una risposta negativa
secondo la quale, invece, le fonti
confermano la centralità storica “della Via
Appia, Regina Viarum, collegante Roma
con l’importantissimo porto di Brindisi,
costruita nel 272 a.C. e, da allora, indissolubilmente
legata alla città di Taranto. La
Via Appia successivamente venne affiancata
dalla Via Traiana con la quale condivide
il tratto settentrionale.
La Regina Viarum conobbe nei secoli variazioni
di percorso dovute ai mutamenti
geopolitici, ma non fu mai abbandonata
completamente. Essa fu frequentata da
mercanti, viaggiatori, pellegrini che avevano
necessità di raggiungere il porto di
Taranto o, di lì, risalire verso i porti adriatici
di Brindisi e Otranto, e questo senza
cambiare né identità né nome. Studi e ritrovamenti
storici ed archeologici, non
fanno che confermare la vitalità della sua
storia millenaria.

La storia millenaria del
legame fra Taranto e la Regina Viarum
fa sì che l’impronta della Via Appia sulla
città abbia tale profondità ed estensione
da costituirne caratteristica prevalente rispetto
ad itinerari posteriori, quale anche
la Via Francigena”.
«Resta il fatto – aggiunge il consigliere regionale
tarantino – di un inspiegabile dietrofront
del prof. Tedeschi alla luce del fatto
che, dopo aver esaminato il testo della mia mozione, aveva espresso un commento
positivo sia sull’impianto del testo sia sulla
documentazione portata a supporto della
richiesta. Per questo – conclude Liviano –
non vorrei che la volontà politica di privilegiare
l’asse salentino a discapito di quello
ionico possa aver avuto il sopravvento. Se
così fosse sarebbe di una gravità inaudita.
Nelle prossime settimana organizzerò un
importante convegno sul tema».

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