29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

​«Basta con la melina oppure l’Ilva morirà»​

Ennesimo vertice interlocutorio al Mise


Caso Ilva: diversi gli interventi
sul presente e sul futuro della
fabbrica il cui destino rimane ancora,
inevitabilmente, incerto.
Sulla vicenda “siamo disponibili qualora
fosse necessario a prendere una quota”.

Lo ha dichiarato l’Ad della Cassa
Depositi e Prestiti, Fabio Gallia, nel
corso della conferenza stampa sui numeri
2017 del gruppo. “Ilva è un’industria
essenziale per un paese manifatturiero
come il nostro, era una anomalia non
avere un’industria siderurgica forte per
un paese manifatturiero come il nostro”,
ha aggiunto.
“Condivido pienamente e voglio farmi
promotore delle importanti parole pronunciate
dall’Arcivescovo Filippo Santoro, nell’omelia della messa di
precetto pasquale celebrata nello stabilimento
Ilva di Taranto. E’ vero, non possiamo
ancora anteporre il consumo al
lavoro e la produzione all’uomo.

L’uomo
vale più della macchina, come disse
Paolo VI e il prossimo nuovo governo
dovrà cercare innanzitutto di rispettare
la vita, l’ambiente e la dignità dei nostri
lavoratori”. A dirlo, il deputato pugliese
Pd Ubaldo Pagano.
“Le misure di sicurezza scarseggiano
e l’azienda continua a fare orecchie da
mercante”: così Enzo Mercurio Usb
Taranto. La questione riguarda il settore
Mof. Nel 2010 fu siglato un accordo in
cui si riduceva il personale da due unità
ad una sola. “Subito dopo l’infortunio
di Marsella, in cui l’operaio perse la
vita, Noi ci opponemmo alla decisione
di lasciare una sola unità nel MOF e in
acciaieria, perché non si rispettavano le
misure di sicurezza e abbiamo chiesto il
ritiro dell’accordo. Ma ci siamo sentiti
rifiutare la proposta. Siamo convinti che
si possa intervenire in tempo, ma gli
altri non sono evidentemente d’accordo”.

Ieri intanto, nuova riunione al Mise
con ArcelorMittal. “Basta melina, così
Ilva perde quote di mercato” ha detto
il leader della Fim Marco Bentivogli,
chiedendo una accelerazione alla trattativa
che riprenderà il prossimo 4 aprile.
“Molti sono ancora i nodi al pettine” ha
riferito la Uilm al termine del vertice
romano.

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