22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 20:15:26

Cronaca

​Confronto internazionale sulla “blue economy”​

Conferenza di presentazione dell’evento che si svolgerà a Bari dal 21 al 24 marzo in Fiera del Levante​


La crescita della Puglia si tinge
di blu come il mare che bagna gli 865
chilometri della sua costa.
#IlmarediPuglia è il nuovo asset delle
politiche economiche regionali. La risorsa,
origine della ricchezza storica della
Puglia, fonte di nutrimento, di commercio
e di incontri con altre civiltà, torna
prepotentemente al centro del dibattito
pubblico con quattro giorni di confronto
per rimettere il mare al centro dell’attenzione
come fonte di un’economia blu che
non è solo risorsa da sfruttare ma diventa
sviluppo sostenibile attraverso il connubio
con ricerca, innovazione, trasferimento
tecnologico e il partenariato tra organismi
di ricerca scientifica e industria.

L’iniziativa dal titolo “#IlmarediPuglia,
Blue Economy: strategie di sviluppo” si
svolgerà a Bari dal 21 al 24 marzo, negli
spazi della Fiera del Levante (Padiglione
152) ed è organizzata da Regione Puglia,
in collaborazione con la società regionale
in house Puglia Sviluppo, Arti – Agenzia
regionale per la tecnologia e l’innovazione,
Unioncamere Puglia, Fiera del Levante,
e Autorità di sistema portuale del mare
Adriatico e meridionale.

Quattro giorni di appuntamenti, sessanta
relatori nazionali e internazionali, le testimonianze,
le esperienze e le storie di
successo di giovani imprenditori pugliesi
nel corso di tre eventi: il 21 marzo “Il mare
come risorsa: il contributo della pesca e
dell’acquacoltura alla blue economy” a
cura di Unioncamere Puglia, il 22 e il 23
marzo “Blue Economy
International Forum, Strategie per la
crescita blu e l’innovazione” a cura della
sezione Internazionalizzazione della Regione
Puglia e il 24 marzo “Zes, attrazione
degli investimenti e blue economy” a cura
delle Autorità di sistema portuale del mare
Adriatico meridionale e del mar Tirreno
centrale.

L’iniziativa è stata presentata in conferenza
stampa dal presidente della Regione
Puglia Michele Emiliano e dall’assessore
regionale allo sviluppo economico Michele
Mazzarano con la partecipazione
di Vito Albino, commissario straordinario
dell’Arti, di Nicolò Giovanni Carnimeo,
Docente di Diritto della navigazione e dei
trasporti presso il Dipartimento Jonico
dell’Università degli Studi di Bari “Aldo
Moro” e direttore scientifico dell’evento
#IlmarediPuglia e di Giovanna Genchi,
dirigente della Sezione Internazionalizzazione della Regione Puglia.

La Blue Economy comprende tutte le
attività umane che utilizzano il mare, le
coste e i fondali come risorse per attività
industriali e di servizi, quali acquacoltura,
pesca, biotecnologie marine, turismo marittimo,
costiero e sottomarino, trasporto,
porti, energie rinnovabili marine, il tutto
in un’ottica di sostenibilità. L’economia
del mare ha una rilevante forza moltiplicativa
– per ogni euro prodotto dalla
blue economy se ne attivano 1,8, nel resto
dell’economia – ed occupa molti giovani:
il 30% degli addetti ha meno di 35 anni
(contro il 22% registrato nel resto dell’economia).

Secondo i dati di Unioncamere,
in Puglia sono 14mila le imprese che operano
nell’economia del mare ed occupano
65mila lavoratori.
«Si tratta – ha spiegato il presidente Michele
Emiliano – di un bacino enorme
di risorse naturali, uomini e mezzi. È un
patrimonio che abbiamo il diritto di utilizzare
e il dovere di salvaguardare per noi e
soprattutto per chi verrà dopo di noi. È un
dovere per l’Italia ma lo è ancora di più
per una regione costiera come la Puglia.
Per questo abbiamo deciso di avviare qui,
a Bari, #IlmarediPuglia, un dibattito a
360 gradi sul ruolo e le prospettive della
Blue Economy all’interno dell’economia
italiana e pugliese. Avremo quattro giorni
intensi di incontri.

Ma c’è di più. Il forum
è un momento di confronto fondamentale
per il passo successivo: avviare quella
che sarà una vera e propria strategia
economica, il filo conduttore della politica
industriale regionale dell’immediato
futuro. Partiamo dalla più grande delle
nostre ricchezze, il mare, per dare vita
ad un programma strategico nuovo, nel
quale la sostenibilità dello sviluppo è la
protagonista assoluta».
«La crescita blu – ha sottolineato l’assessore
allo Sviluppo economico Michele
Mazzarano – ha per la Puglia un potenziale
enorme. Può creare nuove aziende e
opportunità di lavoro nei tanti settori produttivi
della Blue Economy, dalla pesca al
turismo, dai trasporti all’energia. È fonte
di una ricchezza difficilmente misurabile.

Considerando la pesca che è solo uno
dei settori dell’economia blu, nei primi
nove mesi del 2017 abbiamo prodotto un
export di oltre 12 milioni con una crescita
del 43,4% rispetto all’anno precedente,
mentre le esportazioni nazionali, pur in
aumento, si fermano al 6,3%. Ma possiamo
fare molto di più. Se a livello, regionale,
nazionale ed europeo mettessimo
insieme le forze potremmo promuovere
la ricerca e la sperimentazione di nuove
tecnologie, prodotti, servizi e modelli di
business innovativi, che ci permetterebbero
di utilizzare il capitale naturale senza
comprometterlo.

Noi cominciamo oggi
dalla Puglia e dal suo mare, avviando
questo forum al quale seguirà un vero e
proprio programma di sviluppo, la nostra
Strategia Blu. Per questo, con delibera di
giunta, a fine febbraio, abbiamo varato le
linee di indirizzo e le priorità di intervento
nella programmazione regionale per la
crescita blu della Puglia all’interno della
nostra Strategia per la specializzazione
intelligente».
Sarà l’Agenzia regionale per la tecnologia
e l’innovazione Arti ad attivare la
ricognizione di un quadro conoscitivo
aggiornato del sistema innovativo regionale
per individuare le possibili filiere
dell’economia del mare in Puglia e gli
interventi per supportarle attraverso strumenti
regionali, nazionali ed europei.

Per
il commissario straordinario Vito Albino,
«tutela del capitale naturale e azioni per
accrescere il potenziale d’innovazione dei
settori coinvolti connettendo i soggetti
che vi operano sono gli elementi per fare
della crescita blu il tratto distintivo dello
sviluppo in Puglia. Ed è una sfida nella
quale Arti è coinvolta».
«Ci sono moltissime idee innovative che
potrebbero essere messe in campo”, ha
detto il professor Nicolò Giovanni Carnimeo
– e nuovi settori legati all’economia
del mare sui quali puntare: la farmaceutica,
la cosmetica, le nuove energie, la stessa
pesca, creando ad esempio pescherecci
didattici. La Puglia in questo senso potrebbe
diventare un vero e proprio polo
sperimentale».

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