12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 16:52:04

Cronaca

Dietro l’apecar per dire stop all’inquinamento


TARANTO – Cittadini, studenti, lavoratori e soprattutto tanti bambini, uniti “contro ricatti e tumori”. In tanti questa mattina hanno sfilato al quartiere Tamburi dietro l’apecar, ormai simbolo delle iniziative del Comitato “Cittadini e lavoratori liberi e pensanti”. Molti studenti, delle scuole elementari, medie e superiori, hanno preso parte all’iniziativa “perchè non vedono nel colosso siderurgico tarantino un futuro, il loro futuro”. E con lo slogan “Io non delego, io partecipo”, il serpentone di persone si è snodato da piazzale Democrate fino a piazzale De Amicis, nel cuore dei Tamburi. Dopo il corteo del 30 agosto, infatti, il comitato stamattina è tornato in strada per parlare pubblicamente con la cittadinanza, cercando un confronto trasversale ed un colloquio fondamentale per prendere coscienza di quanto sia necessaria la collaborazione di tutti i tarantini.

“Chi ha inquinato ci ha traditi – ha spiegato Cataldo Ranieri, componente dei Liberi e Pensanti e dipendente Ilva. Troppi tarantini sono morti per garantire ricchezza allo Stato e ai privati. Ma adesso per fortuna la magistratura sta cercando di tutelare il valore della legalità. Da troppo tempo i cittadini di Taranto stanno subendo danni. Ora però i dati parlano chiaro, dati allarmanti sull’eccesso di mortalità a Taranto. Per questo non è più tempo di delegare ad istituzioni pubbliche o private il futuro della nostra città e delle nostre vite. E’ necessario essere tutti quanti insieme partecipi e fautori delle decisioni relative alla città”. Non è casuale la scelta di manifestare tra le vie del quartiere Tamburi, quello più inquinato. “Manifestiamo ai Tamburi – ha spiegato Massimo Battista del Comitato – perché è un quartiere che non deve sentirsi solo”. Ma la manifestazione dell’apecar non si esaurisce nella mattinata. Alle 17 si sposta in piazza della Vittoria, dove ci sarà per tutto il pomeriggio una festa per bambini, con i giochi delle tradizioni come “la campana” o il gioco del fazzoletto. Ci saranno anche trampolieri e “mangiafuoco”. Alle 20 un’altra assemblea pubblica e a seguire musica e concerti con gruppi tarantini. Ecco le richieste del comitato: “Salute: perché il diritto alla vita non accetta compromessi; reddito: per garantire un’esistenza salubre e dignitosa ai cittadini tutti dopo 50 anni di sfruttamento ed inquinamento; ambiente: perché non permetteremo più che il nostro territorio venga devastato e svuotato in nome del profitto; occupazione: perché è inaccettabile una città “a vocazione industriale” abbia un tasso di disoccupazione del 40%”.

S.S.

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