22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

​La giravolta del Movimento 5 Stelle: «Ilva, nessuna chiusura»​

Intervista di Fioramonti, consigliere di Di Maio, a Il Manifesto


Nessuna chiusura dell’Ilva.
E a Taranto si potrà (potrebbe?) continuare
a produrre acciaio.

È destinata a far
rumore l’intervista a Lorenzo Fioramonti,
consigliere di Luigi Di Maio e candidato
ad un ministero nel nuovo governo Conte,
al quotidiano Il Manifesto. Buona parte
del colloquio è proprio sull’Ilva di Taranto.
«Nessuna chiusura, nessuno per la strada.
Ai lavoratori, sia di Taranto che degli altri
stabilimenti, voglio dire con chiarezza che
assicureremo, se serve anche per decreto,
continuità lavorativa e salariale, quella
che per ora Mittal non assicura visto che
prevede 4.000 esuberi. In più posso assicurare,
come ho già fatto lunedì ai sindacati
di Taranto, che ogni decisione sul futuro
di Ilva sarà presa in condivisione con
i lavoratori e i cittadini».

E l’annunciata
“riconversione”? «Abbiamo semplicemente
messo sul tavolo questa possibilità
e la discuteremo coi sindacati. Di esempi
di riconversioni in giro per il mondo ce
ne sono molte – Pittsburg, Bilbao, vari in
Germania – in alcuni casi si è continuato a
produrre acciaio. In questi mesi la politica
ha voluto far apparire risolta una questione
che non lo è assolutamente per il
gruppo Ilva e ancor di più a Taranto dove
c’è una situazione ai limiti della legalità,
se non fuori. La magistratura ha parlato
di “disastro ambientale” e nell’accordo
con Mittal si prevede l’immunità penale
fino al 2023 o al compimento del piano
ambientale: una sorta di extraterritorialità
(…) incontreremo Mittal e cercheremo di
capire il loro piano industriale, finora a
noi e ai sindacati ben poco chiaro (…)

La
bonifica va fatta, è un percorso obbligato.
Potremmo anche proseguire con l’attuale
amministrazione commissariale, cambiandone
i componenti. Alla Ue chiederemo
di accedere ai fondi per l’adeguamento
alla globalizzazione».
Parlando con Il Manifesto, Fioramonti
non chiude alla decarbonizzazione tanto
cara al presidente della Regione Puglia
Michele Emiliano (“non so se Mittal sia
d’accordo, ma è una possibilità, l’importante
è garantire la salute dei lavoratori
e dei cittadini”) e annuncia un nuovo
decreto: «è indispensabile, lo dico prima
di tutto come cittadino. Noi crediamo
che i decreti del governo Renzi siano
incostituzionali ma di certo interverremo
per togliere l’immunità penale e garantire
livelli ambientali consoni al quartiere
Tamburi».

Frasi, quelle del prof grillino,
che non sembrano pienamente compatibili
con quanto scritto solo sabato scorso
sul Blog delle Stelle, sito web ufficiale del
M5s e ‘voce’ pentastellata: «Nel contratto
c’è scritto chiaramente che si lavorerà per
la chiusura dell’Ilva, per l’introduzione
di un modello di gestione dei rifiuti che
cancellerà lo Sblocca Italia, che finanzieremo
una rete di colonnine elettriche per
le ricariche delle auto, che nelle nostre
intenzioni darà impulso a un mercato che
dovrà soppiantare il gasolio, e che ci sarà
una premialità fiscale per le produzioni
meno impattanti».
Chiusura Ilva sì o no, quindi?

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