17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

​Blitz di Legambiente, ripulita la spiaggia​

L’intervento dei volontari nella zona adiacente la pineta Cimino


I volontari di Legambiente, a
distanza di un mese dalla denuncia dell’associazione
sul degrado in cui versano le
sponde del Mar Piccolo e sul tappeto di plastica
che ne ricopre tanta parte, nei giorni
scorsi sono tornati in una delle spiaggette
adiacenti al Parco Cimino.

Come testimoniano
le foto, la scena che si è presentata
ai loro occhi era semplicemente da incubo:
l’arenile era coperto di plastica di ogni tipo
e forma: reti da pesca, bicchieri, bottiglie,
contenitori per detersivi, cassette, ma soprattutto
una miriade di pezzi più o meno
grandi di oggetti ormai irriconoscibili.
Una situazione drammatica: nonostante
gli appelli e le denunce, le coste del mar
Piccolo, l’area delle sorgenti del Galeso e
quella della sua foce restano ricettacolo di
pericolose discariche a cielo aperto.

«I rifiuti, per la maggior parte plastica, che
finiscono nel mare e sulle spiagge costituiscono
una emergenza ambientale ben nota
– dichiara Lunetta Franco, presidente di
Legambiente Taranto – Se non si interverrà
in maniera decisa, secondo le più recenti
proiezioni scientifiche, nel 2050 in mare ci
saranno più rifiuti di plastica che pesci. E il
Mediterraneo è una delle aree più colpite
al mondo: ogni giorno finiscono in mare
731 tonnellate di rifiuti. Una particolare
attenzione meritano poi le microplastiche,
cioè i piccoli frammenti derivati dalla lenta
degradazione di oggetti più grandi, che si
disperdono nel mare e scambiati per cibo
possono essere ingeriti dai pesci che verranno
poi consumati sulle nostre tavole.
Sono un inquinante responsabile della
morte di un numero crescente di animali
marini e oggetto di studi per determinarne
la pericolosità per la salute delle persone».

I volontari di Legambiente hanno voluto
dare un segnale concreto per affermare
che è possibile intervenire e, dopo alcune
ore di lavoro, hanno ripulito dalla plastica
una spiaggetta di Parco Cimino. Anche
in questo caso sono le foto di un habitat
finalmente sgombro dai rifiuti a mostrare il
risultato del lavoro svolto. E i grandi sacchi
di immondizia pieni di plastica di ogni tipo,
che i volontari hanno portato fuori dal Parco
e segnalato all’Amiu affinché provveda
allo smaltimento, danno la dimensione del
“bottino” raccolto.
In tre ore di lavoro sono stati riportati
alla normalità circa 50 metri di spiaggia
e raccolti 25 grandi sacchi di rifiuti, a
dimostrazione che intervenire non solo è
possibile, ma non richiede, in questo come
in molti altri casi, chissà quali capacità o
attrezzature.

«Con le nostre iniziative vogliamo tenere
alta l’attenzione e promuovere comportamenti
civili e responsabili di cittadini,
pescatori e mitilicoltori – conclude la presidente
di Legambiente Taranto. Spiagge pulite
ci ha permesso negli anni di raccogliere
migliaia di rifiuti abbandonati, ma non solo.
Con metodo scientifico abbiamo studiato e
catalogato in tutta Italia i rifiuti spiaggiati
grazie all’indagine sul marine litter che da
alcuni anni portiamo avanti e che abbiamo
presentato anche alla conferenza mondiale
Onu sugli oceani svoltasi l’anno scorso a
New York. È urgente mettere in atto azioni
concrete puntando, sempre di più, su politiche
di prevenzione e sensibilizzazione,
su una corretta gestione dei rifiuti e coinvolgendo
cittadini e giovani generazioni.
L’impegno delle associazioni e dei cittadini
più sensibili non può però sostituire l’azione
delle istituzioni cui torniamo a rivolgere
ancora una volta l’invito pressante a fare
la propria parte».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche