25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 06:51:29

Cronaca

​Ponte Girevole, apertura straordinaria martedì mattina

​Rientra la nave che ha salvato mille migranti​


Domani, martedì 3
luglio, dalle 05.00 e fino a termine
esigenza, è prevista l’apertura ordinaria
del ponte girevole di Taranto
per permettere il transito in ingresso
in Mar Piccolo di Nave Etna. Per
l’eventuale passaggio in emergenza,
di ambulanze, mezzi dei Vigili
del Fuoco o autopattuglie, il ponte
potrà essere richiuso con preavviso
di almeno 30 minuti.
A darne notizia è la Marina Militare.

La storia di nave Etna non è limitata
a quella dell’odierna unità di
Supporto Logistico ma comprende
le vicende di altre quattro unità
della Marina Militare che hanno
solcato i mari del globo riempiendo
150 anni di storia. Oggi Nave Etna,
Unità di Supporto Logistico della
Marina Militare, è la quinta Unità
della Marina a portare questo nome
ed è unica nel suo genere. Costruita
presso i Cantieri Navali di Riva Trigoso,
è stata varata il 12 luglio 1997
e consegnata alla Marina Militare
il 29 luglio 1998. Ha ricevuto la
bandiera di combattimento a Catania
il 28 novembre 1998 ed è stata
impiegata inizialmente come Unità
rifornitrice di squadra e supporto
logistico.
Nel 2014 nel corso dei 147 giorni di
navigazione prevista dalla Campagna
navale Cavour, sono state percorse
oltre 21mila miglia ed effettuate
21 soste in 20 differenti paesi
del Medio Oriente e del continente
Africano.

La Fondazione Francesca
Rava N.P.H. con il supporto del
Corpo Militare delle Infermiere Volontarie
della Croce Rossa Italiana
e dello stesso equipaggio di Nave
Etna hanno portato a termine la
missione umanitaria con i seguenti
risultati: 2513 visite oculistiche
con la donazione di 605 occhiali
graduati. Non solo, i militari organizzati
in squadre-lavoro hanno
condotto, durante le soste africane,
opere di manutenzione, ripristino e
ristrutturazione, a favore di 19 siti
per l’infanzia. Da maggio 2014 l’unità
entra a far parte del dispositivo
aero-navale Mare Nostrum nelle
acque del Canale di Sicilia. In particolare,
l’equipaggio di nave Etna
in collaborazione con la Polizia di
Stato, CRI, Ministero della Salute,
Fondazione RAVA ed Associazione
CISOM, forniva assistenza ad un
totale di 9707 migranti di cui 7223
uomini, 1406 donne e 1078 minori.
Dal 29 novembre al 31 dicembre
2014, l’unità ha preso parte al Dispositivo
Navale di Sorveglianza e
Sicurezza Marittima nello Stretto di
Sicilia e nel Mar Libico.

Da gennaio 2015, l’unità ha partecipato
al dispositivo navale di
Sicurezza e Sorveglianza Marittima
che ha visto la nave trarre in salvo
106 profughi. Durante le operazioni
di salvataggio, a bordo della nave,
una delle donne soccorse ha dato
alla luce, nel giorno di Natale, un
neonato. Il piccolo Testimony Salvatore
è stato poco dopo battezzato,
padrino il Comandante della nave,
a bordo della stessa unità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche