11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 15:46:20

Cronaca

Piani di zona, monta la polemica

Manca il numero legale e salta la discussione in Consiglio


Nella seduta del Consiglio comunale non si è potuta tenere, causa la mancanza del numero legale, la discussione e la votazione del piano sociale di zona 2018-2020, un momento essenziale prima della indizione della conferenza di servizi che costituisce il passaggio finale, dal cui momento il piano acquisirà totale operatività». Lo affermano Lina Arpaia, presidente provinciale Auser, Nino Leone, presidente Associazione Italiana Persone Down Taranto e Antonino Nastasi, responsabile Senior Italia FederAnziani Taranto, a margine della mancata discussione dei piani di zona in Consiglio comunale.

«L’auspicio nostro, ma riteniamo di poter interpretare quello di tutti gli operatori del terzo settore locale, è che nella prossima seduta del Consiglio comunale, già fissata per il prossimo 26 luglio, tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, mettano da parte le pur legittime differenze politiche per approvare all’unanimità il Piano sociale di zona che rappresenta uno strumento indispensabile per permetterci di aiutare i soggetti che vivono un disagio». L’assessore comunale al Welfare di Taranto Simona Scarpati ha stigmatizzato lo scioglimento della seduta del Consiglio comunale di ieri. «Era in discussione il piano sociale di zona, importante programmazione socio-sanitaria per il prossimo triennio. È alle fasce deboli della società che dobbiamo dare risposte ed è a loro che è stato fatto un grave torto. Di fronte a problemi sociali che dovrebbero stare a cuore a tutti i consiglieri, senza alcuna distinzione di colore politico, si dovrebbero tenere in disparte le beghe partitiche. Ne va del senso di responsabilità di pubblici amministratori».

All’unisono si registra anche la posizione del Presidente del Consiglio comunale Lucio Lonoce. L’assessore al welfare ed il presidente del Consiglio comunale fanno pertanto appello, per la prossima seduta del 26 luglio, al «senso di responsabilità di tutti i consiglieri ed in particolare dei consiglieri ieri non entrati in aula, atteso che la mancata approvazione del piano sociale di zona avrebbe conseguenze importanti, in quanto non sarebbero erogati dalla Regione i fondi per i servizi sociali essenziali quali ad esempio, assistenza domiciliare, integrata socio sanitaria, centri diurni, area famiglia e minori e tutte le voci di spesa a far valere sul fondo nazionale politiche sociali, fondo non autosufficienza, fondo regionale globale socio assistenziale».

Anche il capogruppo del Pd, Gianni Azzaro, è intervenuto sull’argomento. «All’ordine del giorno del Consiglio comunale di ieri vi era l’approvazione dei Piani di zona. Si tratta di una serie di interventi nei confronti delle fasce deboli della città su cui, ero convinto, non ci sarebbero state barricate e divisioni politiche. Invece devo ancora una volta ricredermi e constatare che la minoranza ha approfittato delle assenze per malattie ed infortuni di alcuni componenti della maggioranza per abbandonare l’aula e fare mancare il numero legale. Forse sono troppo idealista, ma ritenevo – e ritengo ancora adesso – che la polemica politica potesse essere messa per qualche ora in soffitta e che tutti gli eletti, tanto coloro che sostengono l’attuale Giunta quanto quelli che la avversano, potessero togliersi la casacca di partito e dare un segnale alla città. Lo abbiamo fatto in altre occasioni quando erano presenti in aula uomini e donne che rischiavano il posto di lavoro. Ma oggi l’aula era vuota. Non c’erano i disabili e i senza tetto a guardarci; non c’erano i malati e gli anziani a tenerci il fiato sul collo. E di conseguenza l’opposizione, che pure era in aula e poteva restarci, si è alzata ed è andata via.

E l’occasione è diventata buona per fare propaganda. In conclusione, mi preme ribadire che non mi aspetto certo che sia la minoranza a garantire i numeri in aula. Né mi aspetto un trattamento coi guanti da chi sta in Consiglio per controllare il nostro operato. Ai cittadini di Taranto voglio dire cosa accadrà adesso: si ritornerà in aula giovedì e i Piani di zona verranno approvati anche senza l’opposizione; ma avremo perso tempo e denaro pubblico per convocare una seconda seduta».

A replicare è Floriana de Gennaro, capogruppo del Gruppo Indipendente per Taranto. «Nel Consiglio comunale di ieri la “maggioranza” del sindaco Rinaldo Melucci non è riuscita a raggiungere il numero legale per iniziare i lavori dell’assemblea. Questo è accaduto quando c’era, tra l’altro, da discutere ed approvare il Piano sociale di zona comunale 2018-2020. Vorrei tranquillizzare tutto il terzo settore e il welfare locale: l’approvazione è stata solo rinviata alla prossima seduta che si terrà giovedì prossimo, 26 luglio, quindi con un ritardo di soli tre giorni. Spiace che l’assessore Scarpati, il presidente Lonoce e il consigliere Azzaro abbiano immediatamente diffuso alla stampa una nota in cui accusano di scarsa responsabilità chi ieri non è entrato in aula – ha scritto la De Gennaro in un post su facebook. Ricordo a me stessa e a tutti i tarantini che è lo stesso comportamento tenuto dalla maggioranza dei fedelissimi del Sindaco nella scorso Consiglio comunale, quando hanno cercato di non far approvare la mia mozione per il gemellaggio Taranto-Kribi che porterà benefici all’economia jonica.

In quella occasione la Scarpati lesse la dichiarazione contraria alla mozione del Sindaco ed Azzaro usci’ dall’aula, mentre proprio il proconsole Lonoce, costretto dalla carica a rimanere in aula , fu l’unico a votare contro… Quindi di cosa accusano chi?». Duro il commento dei consiglieri d’opposizione Giampaolo Vietri, Stefania Baldassari e Marco Nilo.

«La maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale e la seduta del consiglio comunale è saltata. Noi consiglieri di minoranza non siamo chiaramente disposti a fare da mera stampella ad una amministrazione priva di progettualità e che in un anno ha prodotto molto poco per Taranto. Le responsabilità di questo stallo prolungato ci interessano molto poco perché dopo un lungo anno privo di qualsivoglia stabilità politica è giunto il momento di comprendere come il Sindaco ritenga di andare avanti per il futuro di Taranto. A poco servirà, dunque, trovare giustificazioni occasionali o attaccare i consiglieri di opposizione, i tarantini sono stanchi e i fatti parlano chiaro: o l’Amministrazione Melucci risolve i suoi problemi oppure per il bene della città rassegni le dimissioni».

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