Cronaca

​Io, disoccupato con tre figli perdo la casa​

«Ho un bambino malato. Ho bisogno di aiuto»


«Mi sono sempre rimboccato le maniche.
Ho stretto i denti e sono riuscito a trovare una
casa, pagando sino a qualche mese fa un canone di
locazione per vivere dignitosamente con la mia famiglia,
ma ho perso anche quel piccolo lavoro che
avevo. Ora ho uno sfratto per morosità e non so più
come andare avanti, sono nelle vostre mani».
Quella di Rocco, quarantenne, padre di tre figli, è una
storia comune a tanti giovani tarantini.
Ad aggravare la situazione della sua famiglia, la
malattia di uno dei suo bambini.

«Il più grande ha
7 anni ed è affetto da deficit staturo ponderale dalla
nascita – si legge in una lettera indirizzata a sindaco,
assessore ai Servizi Sociali ed assessore al Patrimonio.
Rischio di finire per strada con tutta la mia
famiglia e di conseguenza mio figlio non potrà più
seguire la terapia a base di Sauzen, utile allo sviluppo
neuro evolutivo del mio bambino. Da ormai diversi
anni, prima di addormentarsi, deve fare una puntura
su pancia, sedere, braccia, gambe a rotazione, perchè
il medicinale è molto potente e potrebbe distruggere
i muscoli. Pertanto, non avendo più le risorse disponibili
per garantirgli una piccola casa, vi chiedo di
non abbandonarmi».
La richiesta di aiuto ha sortito un primo effetto. Rocco
è stato convocato dagli assistenti sociali del Comune.
Era il 5 luglio. Da allora, però, è cominciato il rimpallo
tra gli uffici dei Servizi Sociali e Patrimonio.

«Più passa il tempo e più la situazione si aggrava.
Stiamo rischiando seriamente di rimanere per strada».
Anche per questo Rocco, lo scorso 18 luglio, ha
deciso di scrivere al prefetto ed al questore di Taranto.
«Sono al limite della sopportazione umana. Non so se
continuerò ad essere ancora lucido di fronte a questa
indifferenza. Sono mesi che lotto in maniera razionale
e civile ma le Istituzioni mi ignorano. Mi continuano
a dire che non ci sono case ma il Comune ha ricevuto
una quarantina di appartamenti dal Demanio che, a
quanto pare, sarebbero in fase di assegnazione in base
ad una graduatoria non valida a norma di legge, visto
che dovrebbe essere aggiornata ogni sei mesi. Se solo
l’aggiornassero – conclude – io sarei sicuramente ai
primi posti e potrei garantire un futuro ai miei figli
senza rischiare di finire in mezzo ad una strada».

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