25 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Settembre 2021 alle 07:15:05

Cronaca

L’acciaio nell’agenda dei presidenti Monti e Napolitano


TARANTO – La vicenda Ilva al centro dell’attenzione di Monti e Napolitano. Nella tarda mattinata di oggi un vertice a palazzo Chigi con il premier e i ministri Passera e Clini. Dopo l’appello di Napolitano, un’ulteriore dimostrazione dell’attenzione del Governo nei confronti dell’acciaieria tarantina, divenuta un problema di carattere europeo, non solo nazionale. Sì perchè il colosso siderurgico tarantino è il più grande d’Europa e su esso sono puntati tutti i riflettori, sia per l’emergenza occupazionale sia per quelle, altrettanto importanti, di natura sanitaria e ambientale. Proprio ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è pronunciato sull’Ilva, auspicando “uno spirito di leale collaborazione istituzionale per risolvere le tante prove difficili che ha davanti l’Italia. A partire dal problema dell’Ilva di Taranto”. Napolitano ha rivolto un appello affinchè ci sia “comprensione ed intesa” tra magistrati ed enti locali.

E dell’Ilva parla anche il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, che dice: “Non sempre capisco l’attitudine di una parte della magistratura”. Perchè, secondo Passera, il costo economico, sociale ed umano della chiusura dell’impianto, che ha circa 12.00 dipendenti, “sarebbe enorme”. Il ministro ha ribadito che non bisognerebbe mai porsi il dilemma di una scelta tra salute e lavoro. Tuttavia, lo stabilimento Ilva di Taranto “può essere messo in condizione di essere ambientalmente accettabile. Dobbiamo fare le modifiche necessarie per farlo continuare a produrre, perchè chiuderlo significherebbe chiuderlo per sempre”. Nel momento in cui andiamo in stampa non è ancora possibile conoscere quanto emerso nel vertice a palazzo Chigi. Un vertice utile a capire meglio cosa accadrà all’indomani dell’Aia. L’incontro avviene infatti a soli due giorni dalla conferenza dei servizi di giovedì 18 ottobre al Ministero che dovrà rilasciare al siderurgico tarantino la tanto attesa Autorizzazione Integrata Ambientale. Il parere istruttorio è già pronto. Quella che sarà rilasciata riguarda solo le emissioni, seguirà dopo alcuni mesi l’Autorizzazione relativa a discariche, acque e rifiuti all’interno dell’Ilva. Il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha assicurato che l’Aia dovrà essere applicata alla lettera e che sarà l’Ispra, l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, l’ente che controllerà che l’Ilva realizzerà le prescrizioni previste. Ma intanto resta il sequestro, senza facoltà d’uso, dell’area a caldo, ci sono tutte le prescrizioni indicate dal gip Patrizia Todisco e le direttive dei custodi giudiziari che vanno in una direzione diversa dalla stessa Aia, imponendo tempi molto più ristretti per la chiusura, lo spegnimento e il rifacimento di forni, altoforni e acciaierie.

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