27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 15:53:00

Cronaca

​«Chi aggredisce un poliziotto non va in carcere»​

La protesta del Sap, il Sindacato autonomo di polizia


“Il ventottenne di Taranto che lo scorso 24
luglio ha aggredito con un pugno in pieno volto un poliziotto
presso il pronto soccorso dell’ospedale ‘Giannuzzi’
di Manduria, fratturandogli uno zigomo, ha patteggiato. Per
lui 10 mesi di reclusione, pena sospesa. E’ una vergogna”.
E’ il commento di Stefano Paoloni, segretario generale del
Sindacato autonomo di polizia (Sap).

“Chi aggredisce un poliziotto in quel modo non va in galera-
prosegue il dirigente sindacale- episodi del genere e i
conseguenti risvolti giudiziari ‘premio’ per gli aggressori,
legittimano condotte del genere perché nutrono la consapevolezza
di restare impuniti. Ricordiamo- sottolinea il
segerario del Sindacato autonomo di polizia- che colpire
un poliziotto a calci e pugni, non significa colpire soltanto
l’uomo in quanto tale, ma l’Istituzione dello Stato che in quel
momento rappresenta. Servono pene più severe in modo tale
che possano già di per sé svolgere una funzione deterrente.
Ricordiamo che il fatto è stato ripreso dalle telecamere interne
e dal filmato si evince che l’aggressione è avvenuta in
modo quasi improvviso, di fronte a testimoni, nell’evidente
consapevolezza della probabile impunità. Servono inoltre
strumenti e deterrenti che disincentivino comportamenti
violenti come ad esempio la pistola taser – conclude Stafano
Paoloni- con la quale quel tizio sarebbe stato opportunamente
immobilizzato».

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