28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

Cronaca

​Bilancio, l’errore grossolano sulle previsioni​

L’attacco di Giampaolo Vietri, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale


«Dalla proposta di assestamento dell’amministrazione
comunale si certifica che il pagamento
della 1° rata dell’Imu ha prodotto un incasso di 15 milioni
e mezzo di euro – a fronte di una previsione complessiva di
43 milioni – e ciò evidenzia l’errore grossolano commesso
dall’amministrazione sulla previsione dell’entrate e si
attesta definitivamente. Tant’è che la proposta di delibera
testimonia che gli equilibri di bilancio permangono iscrivendo
ora in bilancio sul capitolo Imu 10 milioni di crediti
vantati nei confronti di Arca Jonica che consentono solo
così di lasciare immutato a 43 milioni il capitolo Imu».

Così Giampaolo Vietri, capogruppo di Forza Italia in
Consiglio comunale, in riferimento all’assestamento di
bilancio. Martedì, il Consiglio ha dato il via libera all’atto
con 16 voti favorevoli, 11 contrari e 2 astenuti.
«Quella previsione – che annunciava un aumento del
gettito Imu superiore del 35% rispetto a quanto riscosso
nell’anno precedente – era in modo palese irrealizzabile
e già nel mese di aprile, quando la si approvava, si aveva
notizia che molti degli avvisi di accertamento emessi,
che la giustificavano, erano sbagliati e venivano annullati
o rideterminati dall’ufficio tributi.

Del resto – evidenzia
il consigliere di minoranza – se l’amministrazione fosse
stata convinta della bontà della stima delle entrate la
giunta non avrebbe approvato, nel mese di maggio scorso,
una delibera con la quale si disponeva alle direzioni
di bloccare il 50% delle spese non ritenute indispensabili
o per le quali non vi erano già impegni di spesa assunti.
Arrivando ad oggi mancando all’appello dieci milioni
di euro l’amministrazione punta a recuperarli grazie a
un protocollo d’intesa sottoscritto con Arca Jonica per la
regolarizzazione di partite debitorie/creditorie. In merito
i revisori dei conti scrivono testualmente “il collegio
prende atto del protocollo d’intesa ma ritiene che non vi
siano, al momento, elementi sufficienti che consentano la
quantificazione e la contabilizzazione di entrate concrete
ed attendibili”.

E’ evidente che non vi è alcuna certezza
di riscossione di tale credito nell’esercizio finanziario in
corso e leggendo il protocollo d’intesa sottoscritto tra le
parti è possibile togliersi ogni dubbio visto che “il credito
residuo vantato dal Comune di Taranto dovrà essere
corrisposto da Arca Jonica in rate annuali in funzione
della capacità finanziaria della stessa”. La preoccupazione
che dette somme non siano riscosse nell’esercizio
finanziario è tale che contestualmente con l’assestamento
approvato si impegna la giunta ad individuare un
elenco di attività, interventi e servizi comunali fino, al
raggiungimento della somma di 10 milioni di euro, per
i quali dovrà essere bloccata l’esecuzione; specificando
che tali spese potranno essere autorizzate solo dopo
l’accertamento per cassa, ovvero il reale introito delle
somme. In pratica, si ingessa il bilancio in corso d’opera
a discapito della gestione e della programmazione e nella
speranza di poter recuperare risorse durante la fase finale
dell’esercizio finanziario per sbloccare la situazione
e non apportare pesanti tagli al bilancio che andrebbero
ad incidere negativamente sulla gestione e sulla
programmazione dell’ente modificando il Documento
Unico di Programmazione.

Ricapitolando per quanto
riguarda l’Imu gli 11 milioni in più previsti ad aprile
non si realizzano e vengono sostituiti con un credito di
10 milioni la cui riscossione durante l’annualità è in tutta
evidenza improbabile, altrimenti non si condizionerebbe
la spesa. In merito invece alla Tari non solo permane il
rilievo mosso sul bilancio di previsione ma, addirittura,
un ulteriore milione e 800 mila euro viene destinato in
violazione all’art. 1 comma 639 della legge 147/2013, in
violazione al Testo unico sulle società partecipate legge
175/2017 e contrariamente alle indicazioni fornite dalla
Sezione Regionale di Controllo. Sentiamo poi parlare
di controdeduzioni al parere espresso dai revisori ma i
revisori leggono il documento dell’ente solo per essere
inseriti per conoscenza nell’elenco indirizzi dello stesso;
a conferma del fatto che l’amministrazione non mette
in atto alcuna misura conseguente da dover comunicare
direttamente al collegio e tesa a rimuovere i rilievi subiti.
Prendiamo atto del fatto che il sindaco nella qualità di
assessore al bilancio di tali questioni se ne lava le mani
non venendo in commissione a illustrare gli atti sui quali
ha la responsabilità politica. Questo assestamento di
bilancio che riceve il parere sfavorevole del collegio dei
revisori dei conti si caratterizza anch’esso per spese certe
che, invece, non possono trovare immediata esecuzione
per entrate incerte».

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