15 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 17:29:48

Cronaca

Maltempo, «Provincia jonica bombardata»

A tirare le somme di un’estate choc è il presidente regionale Cia Puglia, Raffaele Carrabba


«È stato un agosto nero per l’agricoltura pugliese.
Dal Gargano al Salento, le aziende stanno facendo i
conti con le pesanti ripercussioni di alluvioni, trombe d’aria
e grandinate. Nelle settimane successive al Ferragosto, nelle
campagne pugliesi si è scatenato l’inferno. Mesi di sacrifici
sono stati vanificati da nubifragi violentissimi. Le perdite
saranno ingenti». A tirare le somme di un’estate choc è
il presidente regionale Cia Puglia, Raffaele Carrabba. La
Confederazione ha stilato una prima mappa dei danni.

Bari e Bat. Uva da tavola a rischio. Nella provincia di Bari
e nella Bat le ondate di maltempo che si sono succedute nel
mese di agosto e gli sbalzi di temperatura stanno mettendo
a dura prova un importante segmento della produzione agricola
del territorio: l’uva da tavola. Dopo un avvio di campagna
promettente, nella seconda metà di agosto sono emersi
problemi di tenuta. I violenti temporali, uniti a trombe d’aria
e grandinate, hanno reso impraticabili i vigneti, tanto da indurre
Cia Puglia a richiedere alla Regione il riconoscimento
dello stato di calamità. Dei circa 35000 ettari di superficie
ad uva da tavola della Puglia oltre 15.000 ettari sono nelle
province di Bari e Bat, con una produzione di circa 4,5 milioni
di quintali.

«Le avverse condizioni atmosferiche da un
lato e il mercato dall’altro stanno ammazzando un comparto
fondamentale per l’economia del nostro territorio – afferma
il presidente Cia Levante (Bari – Bat) Felice Ardito – non
è possibile produrre uva da tavola ad un costo di 0,60 €/
kg e venderla a un prezzo che non copre neanche le spese
di produzione. Siamo al fallimento. Servono interventi che
aiutino a risollevare il settore. Una parte importante deve
farla la Gdo, che non può strozzare le imprese agricole con
prezzi al ribasso, favorendo le produzioni degli altri Paesi che
non garantiscono le norme di sicurezza per i consumatori,
al contrario di quello che invece garantiscono i nostri agricoltori.
È risaputo che nei Paesi extra-europei ed in alcuni
europei vengono utilizzati prodotti fitosanitari che in Italia
sono vietati. Non è possibile pagare contributi di 15 euro per
ogni giornata di lavoro, mentre in altri Paesi se ne pagano la
metà ed anche meno. Chiediamo l’esposizione del doppio
prezzo sui prodotti in vendita. I consumatori devono sapere
chi sono gli sfruttati. In questo stato di cose gli agricoltori
onesti sono gli sfruttati. Anche questo è caporalato, però a
danno delle imprese. Queste sono solo alcune delle rivendicazioni
che come Cia poniamo all’attenzione delle istituzioni
regionali, nazionali ed europee dalle quali gli agricoltori da
anni attendono risposte».

Lecce. Campagna vitivinicola al di sotto delle aspettative.
Temporali, grandinate e allagamenti si sono abbattuti su tutto il Salento, a macchia di leopardo. Più colpita la zona
jonica, da Gallipoli a Nardò e Porto Cesareo. Ad avere la
peggio nel Leccese è stata la vite, nel periodo più delicato di
formazione dei grappoli e nella zona più significativa per il
comparto in questo momento, e dunque Leverano, Guagnano,
Copertino, la zona del Doc e del Salice. Danneggiate le
uve a bacca rossa, Negramaro e Primitivo. «Sarà certamente
una campagna al di sotto delle aspettative – spiega Benedetto
Accogli, presidente Cia Salento – Sicuramente abbiamo perso
il +15% pronosticato a inizio estate, anche se il maltempo
ha accelerato le operazioni di vendemmia per evitare che
umidità e muffe si insinuassero e il prodotto sano fosse a
sua volta colpito da batteriosi, intervenendo a discapito della
qualità del vino. La qualità si fa sempre in campagna, nelle
fasi successive puoi solo conservarla, ed è importante che
l’uva che viene raccolta sia sana e indenne da ogni parassita:
al di là dei danni prodotti dalla grandine e dalla pioggia
che hanno rotto gli acini, le muffe sono catastrofiche».
Le
previsioni della vigilia sono state funestate dal maltempo.
Salve le produzioni estive a pieno campo, già raccolte prima
delle violente perturbazioni.

Due Mari. Tarantino bombardato. Particolarmente critica
la situazione nella provincia di Taranto, interessata da
fenomeni temporaleschi violentissimi. Le distese di olive
all’indomani delle piogge torrenziali certificano le perdite
del settore: campi off-limits per giorni causa allagamenti
non hanno consentito di effettuare regolarmente le pratiche
agricole. In alcune zone si registrano perdite della produzione
olivicola per almeno il 50%. Al dato, si aggiungono i
danni provocati alle piante dalla grandine e gli attacchi dei
patogeni, determinati da abbondante acqua e umidità, che
hanno aggredito anche i vitigni. Il maltempo ha messo ko i
vigneti, la grandine ha maciullato gli acini e compromesso
irreparabilmente la vendemmia. Pregiudicata anche la viabilità,
già complicata nelle aree rurali. Situazione analoga
nella provincia di Brindisi, che seppur colpita marginalmente
nella parte Sud al confine con il Salento ed il Tarantino, ha
subito danni ingenti all’uva da vino.

Capitanata. Pomodoro sott’acqua sul Gargano. L’impressionante
grandinata e i nubifragi che hanno interessato
il Gargano da Rodi a Lesina fino alla città capoluogo hanno
letteralmente affogato interi campi di pomodoro, generando
inevitabilmente una dolorosa contrazione delle rese nel
Nord della Puglia e determinando un abbassamento della
produzione media che si attesta così tra i 600 e i 1000 quintali
per ettaro, a seconda delle zone. Si registrano pesanti
danni anche all’olivicoltura, all’uva da vino e agli agrumi.
Secondo le prime stime, il maltempo ha mandato in malora
fino a quasi il 30% della produzione di uva da tavola. Come
una maledizione annunciata, le fitopatologie hanno fatto
il resto e probabilmente determineranno gli stessi trend
dell’anno scorso.

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