Cronaca

​Migranti, l’emergenza che non c’è più​

Appena 30 ospiti a settimana provenienti da Ventimiglia


L’invasione non c’è. O, almeno,
non c’è più. Dall’apertura del 2016
fino a un anno fa l’hotspot di Taranto aveva
ospitato circa 25mila migranti.

«Oggi – spiega l’onorevole Ubaldo Pagano
(Pd) – i dati ci dicono che c’è stato un crollo
verticale. Siamo passati ad una trentina
di arrivi a settimana. Tutta gente che viene
mandata qui da Ventimiglia e che poi viene
inviata verso altre destinazioni».
Pagano ha compiuto un sopralluogo
all’hotspot venerdì 31 agosto. Con lui due
rappresentanti dell’associazione “Marco
Pannella”: Annarita Digiorgio e Pino De
Padova.

«Abbiamo trovato una situazione rassicurante.
Dopo i lavori di ristrutturazione che
lo hanno tenuto chiuso da marzo a luglio di
quest’anno, possiamo dire che la situazione
è soddisfacente: non ci sono situazioni
di emergenza o di degrado. Il problema
quindi non esiste. Ciò dimostra che si può
gestire la situazione con umanità e ordine
e senza allarmismi. Ovviamente non c’è
alcun merito del ministro Salvini in tutto
ciò, perché i flussi migratori importanti che
abbiamo avuto si sono interrotti lo scorso
anno, quando questo governo non c’era ancora.
Anzi, dobbiamo sottolineare che con
il nuovo governo non è cambiato nulla: ci
sono le stesse procedure del governo precedente».
Non sono però tutte rose e fiori.

«Perché – si chiede Pagano – queste persone
da Ventimiglia vengono mandate a
Taranto, su bus civili e a costi esagerati?
Ho il dubbio che Salvini voglia togliersi il
problema visivo dal suo feudo elettorale e
scaricarlo qui da noi».
«Quasi sempre – dice Annarita Digiorgio
– i migranti arrivano privi di documenti
e il loro riconoscimento è complesso, si
basa sui dati anagrafici che forniscono loro
stessi e che, tuttavia, potrebbero anche non
essere autentici. La stragrande maggioranza di loro, comunque, utilizza l’Italia solo
come transito per raggiungere i familiari
nel Nord Europa».
Eppure la percezione è quella di un Paese
invaso dai migranti e, per reazione, diventato
improvvisamente razzista.

«Gli italiani – dice il deputato del Pd non
sono razzisti. È Salvini che soffia sulle
paure e sulla fragilità sociale. È lui che sta
creando questo clima e trova terreno fertile
nella testa vuota di qualcuno. Perché, ad
esempio, quelle ronde che sono entrate in
azione sulla spiaggia di Castellaneta Marina
non vanno a fare le stesse cose sotto
casa dei boss locali? Salvini invece di creare
una emergenza che non esiste, da ministro
dell’interno dovrebbe preoccuparsi di
garantire il presidio del territorio per combattere
l’illegalità diffusa che c’è nel nostro
Paese».
Però un problema di integrazione dei migranti
che sbarcano in Italia esiste. «Certo.
E infatti dovremmo importare le migliori
pratiche adottate in altri paesi europei per
favorire l’integrazione, ricordandoci che in
un Paese come il nostro, dove la natalità è
scesa a zero, i migranti possono rappresentare
una opportunità, non un problema».

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