Cronaca

Conto alla rovescia: domani è il giorno dell’Aia all’Ilva


TARANTO – Aia all’Ilva, meno uno. Domani al Ministero dell’Ambiente, saranno formalizzate le nuove prescrizioni all’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva. Il parere istruttorio dell’atteso provvedimento è stato presentato e ha già suscitato le prime polemiche. Quella che dovrebbe essere rilasciata riguarda solo le emissioni, seguirà l’Autorizzazione relativa a discariche, acque e rifiuti all’interno dell’Ilva. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini non ha escluso che l’Aia venga rivista una volta pronto il documento contenente una valutazione del danno sanitario, previsto dalla normativa regionale pugliese. Clini, ha assicurato che l’Aia dovrà essere applicata alla lettera e che sarà l’Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale l’ente che controllerà che l’Ilva realizzi le prescrizioni.

Ma intanto restano il sequestro, senza facoltà d’uso, dell’area a caldo e le direttive dei custodi giudiziari che vanno in una direzione diversa dalla stessa Aia. Cosa succederà dunque all’indomani dell’Aia? Clini spera ora che “l’azienda, la procura e il gip possano giungere a soluzioni non conflittuali” e ribadisce che sussistono “tutte le condizioni perché questo documento possa facilitare il percorso parallelo avviato dalla Procura”. Alla conferenza di domani parteciperanno le associazioni ambientaliste tarantine, le istituzioni locali e l’azienda, la società italiana di Medicina del lavoro e Igiene Industriale, l’Asi, l’associazione Pediatri di Puglia e Basilicata, l’associazione Medici per l’Ambiente, il Codacons. Il parere istruttorio è stato rilasciato dalla commissione, guidata da Carla Sepe, composta dai tecnici del Ministero, dall’ing Paolo Garofoli della Regione Puglia, dall’assessore Giampiero Mancarelli della Provincia di Taranto, dal professor Aimè Lay-Ekuakille del Comune di Taranto e dall’ingegner Mauro De Molfetta del Comune di Statte. Nelle condizioni poste dal Comune, non vincolanti, ci sono il potenziamento dei monitoraggi ambientali, l’impermeabilizzazione dell’area parchi minerali, lo spostamento di 80-100 metri dei cumuli di materie prime dall’attuale collocazione, creando quella che tecnicamente viene definita fascia di rispetto, l’assoggettamento alla procedura Aia anche delle due centrali elettriche presenti all’interno del siderurgico di Taranto. “L’Aia – ha affermato ieri Aime’ Lay Ekuakille – contiene tutte le prescrizioni indicate dal gip nel provvedimento di sequestro, tranne l’ipotesi della chiusura. Sono 168 su 169”. Per Clini, quello che se sarà ufficializzato domani sarà da subito in vigore, è un provvedimento “rivoluzionario”. Il suo testo prevede un calo della produzione fino a otto milioni di tonnellate di acciaio, stimando quella attuale a circa 11 milioni. Nell’Aia il Ministero dell’Ambiente indica cosa il colosso siderurgico deve fare e precisa che, per ridurre le emissioni inquinanti, molte iniziative devono essere prese subito. Il Ministero ha indicato: lo stop allo pet-coke tra le materie prime di lavorazione, l’avviamento delle procedure di spegnimento per sei batterie, copertura dei nastri e dei parchi minerali, abbassamento e arretramento dei cumuli di minerale, spegnimento e rifacimento dell’Altoforno 3 e manutenzione dell’Altoforno1. Nel provvedimento anche una serie di interventi da realizzare in tre anni che porteranno l’azienda a spendere circa tre miliardi di euro. Dell’Aia l’aspetto più significativo è la copertura dei parchi minerali, situati su un’area di 75 ettari dalla quale, nei giorni di vento, vengono sprigionate fino al rione Tamburi polveri siderurgiche. Entro tre mesi l’azienda deve presentare il progetto definitivo per la copertura del primo cumulo.

Serena Scarinci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche